Le bellezze di Firenze "imbrattate" dai coatti del Jersey Shore di Mtv

I ragazzi del «Jersey Shore», il reality che sta spopolando sui canali di Mtv, stanno girando le puntate della terza serie a Firenze: sono giovani italo americani coatti e maleducati <br />

Firenze - Sammi e Deena sembrano uscite da una festa di matrimonio del Padrino, sfoggiano l’abito buono con la grazia di un Suv, sorridono contente perché «siamo a una festa». Mike, che ha dato un nome ai propri pettorali (tutto vero), ha l’aria serafica di chi è molto in confidenza con la propria abbronzatura a raggi uva. «I miei nonni sono di Napoli, ora che sono qui in Italia conto di imparare la lingua», dice. Vinny è il più simpatico, o il più furbo: sa dire qualcosa di italiano e dà l’idea di essersi studiato il sorriso di Dino Crocetti in arte Dean Martin, per rubare qualche applauso in più. Nicole, meglio conosciuta come Snooki, è piccola come un dado da cucina, ma questo non le impedisce di indossare stivali da vamp e un paio di occhiali leopardati che nemmeno Lady Gaga. «Non siamo rappresentativi dell’Italia? - ribatte la mini-star a chi la punzecchia sull’argomento - Bella scoperta, siamo cresciuti negli States. Io sono cilena, ma sono stata allevata da una famiglia italoamericana. Le loro origini? Non gliele ho mai chieste». Poi ci sarebbe Jenni, detta «JWoww» perché, bè, wow: fa venire cattivi pensieri.

Tutto intorno al loro «cafon style» pulsa Firenze, città simbolo del Rinascimento e dell’arte italiana, luogo dove il Bello ha trionfato nei secoli. Città, tra l’altro, che non sembra considerare più di tanto i nuovi arrivati, gli eroi (si fa per dire) di Jersey Shore, il reality show numero uno d’America. Il contrasto - da brivido - tra l’urbe dei Medici e questi giovani di esigue speranze artistiche è la formula infallibile voluta da Mtv Italia (basta guardare lo sguardo soddisfatto del presidente di Mtv Italia Antonio Campo Dall’Orto) per lanciare nei nostri confini la quarta stagione di Jersey Shore, il reality super-coatto che in America prima, e nel mondo poi, ha fatto il botto. I protagonisti - tutti (più o meno) italoamericani doc - hanno conquistato gli spettatori giovanissimi, a colpi di volgarità, flirt, ubriacature, sesso e trionfo senza sensi di colpa del più bieco materialismo godereccio. Dopo il New Jersey (prima e terza stagione) e Miami (seconda stagione), tocca all’Italia, la «madrepatria», dove i ragazzi rimarranno per quarantacinque giorni. Dunque arrivano i Guidos e le Guidettes, come li si chiama oltreoceano: muscolosi i primi, sexy (o comunque provocanti) le seconde. Al momento su Mtv è in onda la terza stagione (tutti i lunedì sul canale 8 del DTT), ma da agosto negli Stati Uniti e da settembre in Italia partirà l’attesa ultima stagione.

Jersey Shore è un fenomeno incomprensibile ma al contempo implacabile: dalla prima messa in onda nel dicembre 2009 in America, il reality show degli italoamericani coatti ha raggiunto punte di 8,9 milioni di spettatori, indispettendo genitori, istituzioni assortite e comunità italoamericana. «Non siamo così!», imprecano gli italiani d'America, quelli che preferiscono pensarsi come fascinosi showman alla Frank Sinatra o arguti politici alla Mario Cuomo. Intanto, Jersey Shore è diventata la serie più vista nella storia di Mtv. A Firenze, alcuni luoghi d'arte (tra cui gli Uffizi) e locali, ad esempio osterie e ristoranti, hanno già avvisato: teneteceli lontano. E loro? Mike Sorrentino spiega: «Qualcuno dice che siamo falsi, che siccome Jersey Shore è diventato un business questo ci costringerebbe a recitare una parte. Io invece rispondo: quando siamo nel reality show siamo veramente noi stessi».