Belli i manichini. Ma è meglio avere dei figli...

A vevano entrambi indosso una bella giaccavento che si capiva lontano un miglio quanto fosse calda calda. Però non era colorata né griffata né dolcegabbanata, tanto meno armanizzata. Lui camminava nei suoi jeans normali senza zerbinare il suolo con cavalli bassi di proporzioni imbarazzanti; soprattutto, non aveva alcuna voglia di mostrare tracimanti elastici di mutanda che si inerpicavano dall’osso sacro in su. Lei non portava vita bassa da male al pancino e non indossava il camicione colorato con sopra un gardigan e sotto i calzettoni autoreggenti neri come detta la moda giovane autunno-inverno 2011. Ovviamente calzettoni che terminano, su, tipo ballerina del Moulin Rouge e, giù, con anfibi militari tipo Enduring freedom.
Erano due giovani normalissimi. Lui un bel sedicenne con l’aria furbetta e lei una bella sedicenne con lo sguardo involontariamente più grande. Oltre all’abbigliamento, li accomunava quel loro tenero intrecciar di mani e l’espressione a tratti smarrita degli adolescenti di sempre. No, mi sbaglio, non di sempre... gli adolescenti di una volta, di quel tempo neppure lontano quando normalità era vedere un giovane indossare felice un paio di jeans senza andare subito a controllare l’etichetta. Un tempo in cui non c’erano ancora scarpe e giubbotti e gonne e pantaloni e golf e saponette e profumi e orologi alla moda o meglio c’erano ma fra ragazzi e ragazzini era soprattutto di moda fregarsene. Un tempo ormai vintage in cui i giovani crescevano senza griffare l’adolescenza preferendo viverla anziché scriverla sui social network e osservarla firmata addosso a se stessi e agli altri.
Dopo aver incrociato quella bella coppia di giovani vintage ho provato a fare più caso agli altri ragazzi e ho scoperto che le cose non vanno poi così male. In mezzo al fiume di manichini ambulanti figli dei copia e incolla della moda due punto zero, s’incontra di tanto in tanto chi nuota contro corrente griffato solo di buonsenso. Credo che molto del merito vada ai genitori di questi ragazzi. Credo si siano dovuti impegnare parecchio per far loro comprendere certi valori da seguire e certe inutilità da evitare. Credo che figli così diano grandi soddisfazioni. I manichini, anche con tutta la buona volontà, ne danno molte di meno.