«Una bellissima ragazza» 72 anni e tanta energia

È troppo banale, anche se vero, dire che la sua carriera è «senza fine», come il suo entusiasmo, la sua voglia di condividere sentimenti ed emozioni, a 72 anni, con l’infinita tournée al fianco di Gino Paoli all’insegna del «Noi reinventiamo i ricordi senza subirli», con il nuovo album Una bellissima ragazza seguìto dall’omonimo tour che stasera e domani approda a Milano, dove Ornella gioca in casa con un duplice concerto al Teatro Smeraldo. Un modo di raccontare con la consueta classe un mondo fatto di dagherrotipi di ieri e di istantanee di oggi che affondano nel cuore dei fan volando alte sopra il tempo e le mode. Commossa, autoironica, elegantissima, a 72 anni miss Vanoni non ha perso l’entusiasmo e la voglia di rimettersi in gioco, spaziando dai suoi classici a quelli firmati da Jobim e Vinicius De Moraes, da quelle di Paoli a quelle scritte per lei recentemente da Ron e Renato Zero.
Ci attende dunque un recital (anzi due) d’autore con qualche sorpresa; stasera ad esempio la cantante duetterà con il Barry White siciliano Mario Biondi in Cosa m’importa e farà accompagnare la sua voce aspra, teatrale e attenta alla proiezione delle liriche dalla gloriosa armonica di Bruno De Filippi. Domani al suo fianco ci sarà il poeta e musicista di Capoverde Teofilo Chantre, autore di Buona vita, ultimo singolo di Ornella. (Sul placo ci saranno Natalio Luis Mangalavite al pianoforte, Michele Ascolese alla chitarra, Dino D’Autorio al basso, Roberto Testa alla batteria, Carlo Di Francesco alle percussioni con la scenografia di Giancarlo Cauteruccio).
Cara signora Vanoni stasera gioca in casa.
«Sì, nella mia Milano, e alla gioia e all’emozione si aggiunge un pizzico di tensione, perché in casa mia vorrei sempre dare il massimo e anche di più. So che il pubblico se lo aspetta e non vorrei deluderlo».
Ma lei è una delle artiste più amate in Italia.
«Be’, non è una buona ragione per sedersi sugli allori. Io sono curiosa e soprattutto non vivrei senza mettermi alla prova, la vita e la canzone sono sempre una sfida».
Il segreto per conquistare l’amore del pubblico?
«Da un lato le belle canzoni, dall’altro il dialogo, l’amore e la passione che metto in ciò che canto e che spero si diffonda attraverso i dischi e i concerti».
E la sua Milano oggi com’è?
«Non è più quella di una volta, quella piena di vita e di vivacità. Ora la vedo caotica, incasinata e anche un po’ puzzolente ma è una caratteristica di tutte le città. A Milano c’è stata un’atmosfera magica fino agli anni Ottanta, poi dopo Milano Pulita è cambiato tutto».
Nostalgia?
«No, bei ricordi, ma io guardo sempre avanti».
E il mondo della musica come lo vede?
«La musica è sottovalutata. Siccome viene usata come sottofondo per tutto, dagli spot alle feste, spesso non è vissuta come momento di arte e di comunicazione. Addirittura a volte si ha la sensazione che la musica non interessi a nessuno. Il mercato discografico è in crisi soprattutto per la crisi economica del ceto medio: il disco è diventato superfluo purtroppo. Però ci sono tanti giovani che emergono ogni giorno».
E poi i classici come lei, che in tutti i generi musicali, da Tony Bennett ai Led Zeppelin, continuano ad emergere con immutato successo.
«Difficile cancellare il carisma di certi personaggi e la bellezza di certi brani».
Come ha scelto la scaletta dei concerti milanesi?
«Con una scaletta pensata per rileggere tutto il mio repertorio, quindi la mia vita, dai tempi remoti ad oggi».
Ci saranno degli ospiti.
«Biondi ha una voce eccezionale, bassa e profonda che, per contrasto, sta benissimo con la mia. De Filippi è un monumento del jazz italiano; Chantre il re dei suoni trasversali e della poesia».
Ha nuovi progetti?
«Vorrei tornare a recitare in teatro, magari riprendere lo spettacolo in cui raccontavo le donne del mito greco: Arianna, Cassandra, Didone, Eco».
Una bellissima ragazza
al teatro Smeraldo
stasera e domani
ore 21
info 02-29006767
biglietti 25-55 euro