Il bello di un cono gelato invece della pastasciutta

La variante alla frutta sempre più spesso sostituisce il pasto principale non solo nei mesi estivi

Erika Falone

Estate e gelato. Un binomio inscindibile. Ma concedersi un fresco cono «fragola e limone» non è soltanto un piacere estivo. Questo quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla Confartigianato su un campione di 800 gelaterie artigianali italiane. Secondo il quale il gelato sta diventando sempre di più un sostituto del pasto principale, non solo nella stagione calda, per concedersi un peccato di gola nella pausa pranzo. Senza sentirsi troppo in colpa, complici le calorie contenute nelle varianti alla frutta.
Non è solo un fatto di dieta, in ogni caso: per la maggior parte dei consumatori infatti, secondo l'indagine della Confartiginato, il gelato rimane pur sempre un momento di gratificazione, soprattutto a merenda o nel dopo cena. Da gustare comodamente a casa propria, come rispecchia l'aumento del 20 per cento nell'ultimo anno della tendenza a preferire la vaschetta da asporto. Le gelaterie liguri hanno registrato quest'anno un ritorno ai gusti tradizionali. Dopo gelati alla soia, rum e peperoncino, frutti esotici, sembra che la classica coppetta crema e cioccolato sia tornata ad essere il polo di attrazione del - goloso - consumatore.
Nella classifica italiana la nostra regione si colloca al settimo posto come numero di gelaterie sul territorio. Un ottimo risultato, se considerato in relazione all'estensione territoriale della Liguria (5421 kmq) rispetto alla Lombardia, prima in classifica con 5.389 gelaterie su quasi 24 mila kmq. Ogni italiano consuma in media in media circa 12 chili di gelato l'anno, per un totale di 332 mila tonnellate. Un consumo che ha fatto registrare un incremento del tre per cento in tutto il settore, sia in Liguria sia su scala nazionale.
Il successo del gelato artigianale rispetto a quello industriale, è dovuto all'impiego di ingredienti freschi e l'assenza di conservanti. Inoltre viene prodotto con tecniche tradizionali, senza insufflazione d'aria. La Confartigianato, proprio per difendere questa ricetta si sta adoperando per ottenere dall'Unione Europea il riconoscimento del marchio Stg, Specialità tradizionale garantita.
«Abbiamo presentato al Ministero per le Politiche agricole il disciplinare di produzione del gelato artigianale, una sorta di "codice" con ingredienti da impiegare e metodi di lavorazione da seguire per ottenere dall' Ue il riconoscimento - spiega Luca Costi, segretario regionale ligure di Confartigianato - Il disciplinare dovrà essere presentato all'Unione Europea, che, se non ravviserà problemi, pubblicherà il nome del prodotto protetto nella Gazzetta Ufficiale». Per un gelato doc, però, non basta il riconoscimento ufficiale. Sarà necessario anche intervenire sulla preparazione professionale: «In Liguria non esistono scuole per formare gelatai - rileva Enrica Musante, responsabile regionale di Confartigianato per il settore delle gelaterie -. Occorre adesso spingere in questa direzione».