Il bello e il buono delle nove città «Miss Lombardia»

Dal missoltino di Menaggio alla sbrisolona di Sabbioneta, il Touring premia i borghi storici

È la prima volta in Lombardia: nove squillanti «Bandiere arancioni» sono state assegnate ad altrettanti comuni dell'entroterra con popolazione inferiore ai 15mila abitanti. Si tratta di un marchio di qualità turistico-ambientale assegnato da esperti del Touring Club Italiano sulla base di 135 parametri previsti dal Modello di Analisi Territoriale Touring. I comuni selezionati, su 60 che hanno presentato la candidatura sono Bienno (Bs), Castellaro Lagusello (frazione di Mozambano, Mn), Chiavenna (So), Clusone (Bg), Gromo (Bg), Menaggio (Co), Sabbioneta (Mn) che ha appena conquistato anche dall'Unesco, insieme a Mantova, la qualifica di sito «patrimonio dell'umanità», Tignale (Bs) e Torno (Co). I nove comuni si candidano a diventare meta ideale per un weekend o una giornata all'insegna della cultura del territorio e anche i meno noti fra essi, come Gromo o Tignale, potranno essere riscoperti, alla ricerca di quel patrimonio di tradizione lombarda di cui tanto spesso sentiamo nostalgia.
Prendi Bienno, per esempio: borgo medievale nella media Val Camonica, rinomato per la produzione artigianale del ferro, si è distinto proprio per la presenza di punti vendita di prodotti artigianali, ma anche agroalimentari in pieno centro storico, ricco di architetture religiose, torri difensive e vicoli suggestivi, oltre che per un’ottima segnaletica turistica e un sito web (www.bienno.info) dove trovare indicazioni chiare e complete su storia e cultura del paese.
Castellaro Lagusello deve invece il suo nome a un laghetto morenico a forma di cuore e al castello medievale, per l'evento «Cinemaria», che si svolge in luglio ( tel. 0376 800 502); buona anche l’offerta di prodotti tipici, come i vini Doc fra cui il Garda e il Garda Colli Mantovani. Chiavenna è stata invece scelta dal Touring club per accessibilità e informazione turistica, per la varietà di attrazioni storico-culturali che vanno da via Dolcino, a Palazzo Balbiani, al Parco delle Marmitte dei Giganti. Fondamentale anche la valorizzazione dei prodotti tipici, come la Bresaola di Valtellina Dop nella variante affumicata al profumo di legna e i «violini», cosciotti di capra trattati a prosciutti. Le comasche Menaggio e Torno si distinguono per il pesce di lago: la prima per i missoltini, da consumare freschi o in conserva, la seconda per agoni, lavarelli e pesce persico.
Le bergamasche Clusone e Gromo, oltre alla ricezione, alla segnaletica e al centro storico, hanno tra i punti di forza altri prodotti tipici: il biscotto di Clusone, a base di mandorle e cioccolato e la Formagella della Val Seriana, che a Gromo si può consumare estate e inverno, dopo una giornata all'insegna dello sport.
E se Sabbioneta rimane la meta più nota, con la sua cinta muraria intatta, la Piazza Ducale e la Sbrisolona, tutta da scoprire è Tignale, che si affaccia sul Garda con sentieri naturalistici fra frutteti e ulivi che danno un extravergine Garda Dop secondo il metodo tradizionale dalle varietà di olive «Casaliva e Gargnà» coltivate nei terrazzamenti a picco sul lago.