A Belluno ormoni gratis per i detenuti trans

da Belluno

Più che un carcere, un hotel a cinque stelle. Ma solo se i detenuti sono transessuali. Sembra uno spot studiato per attirare clienti in cerca di emozioni forti, e in realtà è il biglietto da visita del carcere Baldenich di Belluno che, oltre a riservare ai trans le camere (difficile chiamarle celle) migliori, con al massimo due letti, acqua calda, doccia privata e piastrelle di pregio, rimborsa a pie di lista il costo delle cure ormonali. Mille euro al mese, più o meno, per i 12 trans detenuti attualmente, che il contribuente versa per non alterare l’equilibrio psicofisico di chi ha scelto un sesso diverso da quello che la natura gli/le ha assegnato alla nascita.
La particolarità era già nota nel pianeta carcerario italiano, tanto che alcuni trans farebbero carte false pur di essere ospitati in questa casa di cura. Sì, perché chi vuole essere donna senza averne la natura deve svenarsi ogni volta che fa un giro in farmacia: se la dose giornaliera di femminilità te la passa la mutua, sai che pacchia. Nelle altre carceri italiane questa agevolazione non è concessa, forse perché equipara gli ormoni a una sorta di operazione estetica, tipo un intervento per modellare il seno con una robusta iniezione di silicone.
Questione di interpretazioni. La direttrice del carcere di Belluno, Immacolata Mannarella, interpellata dal Gazzettino, ha spiegato che «si tratta dell’applicazione di un principio di natura costituzionale, che trova riconoscimento anche nelle norme dell’ordinamento penitenziario: il principio di tutela della salute». «L’ottica è la tutela e il non peggioramento della salute di chi ha già iniziato delle cure - spiega -. I trattamenti sicuramente non cominciano qui, nessuno viene da noi per cambiare sesso. Non diamo ormoni a chi non li deve prendere. Se tagliassimo le dosi massicce di ormoni a chi già le prende, provocheremmo in quella persona una serie di gravi scompensi dal punto di vista fisico, come pericolose alterazioni nella risposta cardiovascolare».In sostanza, è il ragionamento della Mannarella, così come i detenuti non pagano il ticket quando il medico prescrive loro degli antibiotici, allo stesso modo vanno trattate le ricette per gli ormoni.
Il problema è che ai transessuali liberi questa garanzia non viene concessa e, tranne in Toscana, dove gli ormoni sono passati dallo stato, la scelta di cambiare sesso comporta una spesa non indifferente e perpetua. Per il momento i più arrabbiati sono gli altri detenuti del carcere Baldenich, i cosiddetti normali, sistemati in 6-7 per cella, con un lavandino e acqua fredda e con un pavimento di grigio cemento. I progetti per migliorare la struttura ci sono, ma per ora sono arrivati solo i fondi per la sezione transessuali, «che vanno trattati con tatto e accortezza, vista la vita complicata e travagliata che fanno», precisa la direttrice.