Bencini mette in rotta Malpensa «Siamo il quinto hub d’Europa»

Il presidente Sea: «L’aeroporto copre il 74 per cento delle 53 destinazioni europee considerate principali»

Claudio De Carli

Record di passeggeri, 34 nuove compagnie e 45 nuove destinazioni inaugurate negli ultimi due anni, nuove rotte intercontinentali, un elogio pubblico da parte del segretario generale della Fit Cisl Dario Balotta che picchia duro sulla Caporetto dei trasporti durante le festività, ma toglie dal mazzo gli aeroporti milanesi e lombardi che non si sono fatti sorprendere da neve e gelo. Anche volendo, è difficile rovinare questo nuovo anno all’ingegnere Giuseppe Bencini, presidente Sea, la società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa. Gli argomenti ci sarebbero anche, ma l’ingegnere mette subito alcuni paletti fra sé e l’intervista: «Niente domande sulla privatizzazione... l’intervista si fa ugualmente o desiste?».
Facciamo un elenco dei premi?
«Be’ ce lo meritiamo, Malpensa è l’hub più importante d’Italia».
Ma rischiamo anche di annoiare il lettore...
«Quando le cose funzionano ci dovrebbe essere un po’ di orgoglio, non di noia. Non dobbiamo pensare solo agli obiettivi raggiunti da Sea. Senza un vero hub una nazione è una nazione di serie B».
Eppure c’è chi mette in dubbio la qualifica di hub per Malpensa.
«Rispondo con le cifre: nel 2005 abbiamo avuto 28,5 milioni di passeggeri transitati nei due aeroporti, il 4,3 per cento in più rispetto al 2004. Malpensa ha fatto 19,4 milioni e Linate 9,1 milioni di passeggeri».
Un record che ha una spiegazione?
«Il record precedente era di 26,7 milioni di passeggeri nel 2000. L’incremento è dovuto all’arrivo di 34 nuove compagnie e 45 nuove destinazioni inaugurate in questi ultimi due anni. Uno sviluppo che ha portato Malpensa al quinto posto fra gli hub europei per accessibilità intercontinentale dopo Londra, Francoforte, Parigi e Amsterdam. E Amsterdam è molto vicina. Su 53 destinazioni che sono considerate principali, Malpensa ne copre 39, il 74 per cento, Amsterdam con sole cinque in più è all’83 per cento».
C’è un record nel record?
«Direi la forte crescita nel 2005 dei collegamenti con l’Est, legato soprattutto agli investimenti Alitalia sulle grandi rotte business dell’Asia, l’incremento del traffico in questa area è del 24 per cento rispetto al 2004».
Con Alitalia tutto bene?
«Noi siamo a favore di Alitalia, questa compagnia ha fatto un grosso sforzo su Malpensa e noi gli siamo andati incontro, il suo traffico è aumentato del 15 per cento. C’è stato un aumento di capitali, la compagnia dovrebbe aver superato i suoi problemi, d’altronde da Bologna in su si stacca il 70 per cento dei biglietti per i voli intercontinentali, il business è qui».
E Fiumicino?
«Il business è al Nord, il turismo al Sud, c’è spazio per tutti e noi entro il 2009 investiremo solo su Malpensa 640 milioni di euro».
Con le low cost come la mettiamo?
«EasyJet da marzo farà base a Malpensa e porterà un ulteriore incremento di traffico di un milione di passeggeri nel primo anno e di due nei prossimi 5 anni».
Intanto British vi ha scaricato...
«La scelta della compagnia britannica di passare a Ata handling non ci ha colto impreparati. A Malpensa l’handling è libero al check-in, in rampa è diviso fra Sea handling e Ata handling, vorrà dire che la nostra quota sulla rampa decresce, entreranno altri handler e noi non abbiamo intenzione di difendere la nostra quota. Ma l’handler che subentra deve assorbire il personale Sea handling eccedente e dobbiamo definire con Ata questo passaggio. Per il resto Enac sembra non intenzionata ad aprire una gara per altri due handler ma vorrebbe un accesso graduale».