«Bene gli aiuti, ora più sostegno ai consumi»

Il pacchetto anticrisi supera il primo passaggio parlamentare, mentre i segnali che giungono dall’economia reale sembrano meno tragici di molte previsioni. Presidente Sangalli, come giudica le norme appena approvate, alcune delle quali riguardano da vicino il commercio?
«Nel pacchetto anticrisi - risponde Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio - troviamo misure importanti, e per noi significative: ad esempio il sostegno ai consorzi di garanzia fidi, che va nella direzione di rendere più agevole il rapporto fra banche e piccole e medie imprese. Poi, la revisione straordinaria degli studi di settore è il presupposto per un adeguamento dei parametri al momento di crisi che le imprese si preparano a fronteggiare in questo 2009. Più in generale, apprezzo sia l’accelerazione della spesa per investimenti nelle infrastrutture, sia il potenziamento delle risorse per gli ammortizzatori sociali, sia il sostegno offerto al sistema bancario. È una linea condivisibile. Anche se non nascondo che, da parte nostra, avremmo visto con favore una politica di bilancio più espansiva, con maggiore sostegno alla domanda».
Avete ottenuto anche il prepensionamento dei commercianti che cessano l’attività.
«Sì, non è una novità assoluta, visto che una misura analoga era rimasta in vigore sino alla fine del 2007. Avevamo segnalato la necessità di riproporla. È una soluzione “di ultima istanza”, perché prevede la chiusura dell’attività, ma rappresenta comunque un segnale di attenzione del governo in un momento non facile».
Diamo allora un’occhiata all’economia. I dati della Confcommercio di novembre indicano una sorta di stazionarietà nel ribasso della domanda interna. Insomma, non c’è stato il «bagno di sangue» pronosticato da molti. E la stagione dei saldi sembra abbastanza buona.
«Ha detto la frase giusta: il ribasso dei consumi c’è, ma è stazionario. Gli economisti della Confcommercio mi dicono che il punto di caduta della crisi appare meno profondo del previsto, ma allo stesso tempo la ripartenza dell’economia sarà più graduale. Così, ipotizziamo un 2009 meno pesante di quanto altri stimano, ma anche una ripresa più debole nel 2010».
E i saldi? Le vendite, stando ai primi dati, mostrano una tenuta.
«L’abbigliamento è andato bene. A Natale non si sono avverate le previsioni di crolli nelle vendite, e i saldi hanno smentito le previsioni più cupe. Certo, dobbiamo guardare in prospettiva, e non solo minuto per minuto. Da questo punto di vista, mi conforta il fatto che i parametri del credito stanno tenendo, anche se non manca qualche segnale di affanno. Non vediamo in atto alcuna restrizione generalizzata del credito alle aziende commerciali, e questa è una buona notizia».
Presidente Sangalli, a lei che è il «leader storico» del terziario milanese, è d’obbligo chiedere un commento sulla preparazione dell’Expo 2015. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ammette che si è perso troppo tempo nella preparazione dell’evento, anche se si può recuperare. Lei che cosa pensa?
«In questa prima fase è stato perso del tempo, è vero, ma forse era inevitabile. Adesso è il momento di recuperare, lo si deve fare per Milano, per la Lombardia, per l’intero Paese. Mi auguro che le tre “C” sollecitate dall’Unione del commercio di Milano - certezza, che vuol dire realizzazione delle infrastrutture; contenuti e condivisione, cioè partecipazione di tutti - vengano messe in pratica. L’Expo di Milano rappresenta un’occasione storica, si prevedono 29 milioni di visitatori: pensiamo a quale vetrina potrà rappresentare per l’intero Paese. E in un periodo non facile come l’attuale, questa prospettiva ci aiuta».