«Bene Alfano, ma ora i congressi»

La più fotografata (e la meno loquace) la consigliera regionale Nicole Minetti. Il discorso del neo segretario Angelino Alfano? «Mi è piaciuto moltissimo». Mentre su Facebook posta un «dopo avere ascoltato Alfano, sono sicura che sarà la persona giusta per il consolidamento e il rilancio del nostro Partito!!!!!». Ma il più eccentrico è ancora una volta il governatore Roberto Formigoni con nel suo look da rock star: jeans slavati, cinturone e giacca nera da smoking, total black in raso lucido griffata John Richmond con camicia bianca e cravattino scuro stretto. «Alfano? La nuova figura riassume in sé i poteri dei coordinatori e agirà con una squadra ristretta per recuperare i militanti perduti in questi anni». La modifica dello statuto? «Sono contento della proposta delle elezioni diretta dei coordinatori che diventano dei segretari regionali e territoriali di nomina popolare. È un segnale chiarissimo ai nostri sostenitori: entro settembre elezione diretta dei coordinatori regionali». Per il consigliere regionale di area ciellina Stefano Carugo «finalmente un partito più democratico e aperto alla base per i nostri elettori». Mentre l’eurodeputato Lara Comi «l’accento posto sulla meritocrazia e sui giovani, sono le basi per una ripartenza. Non abbiamo alcun deserto da attraversare, ma dobbiamo solo rilanciare l’iniziativa politica continuando sulla via delle riforme e dando risposte concrete ai problemi degli italiani». Il Pdl lombardo «a fianco del futuro segretario politico Angelino Alfano per il consolidamento di un grande partito moderato e riformatore, così da sostenere, con più forza ed entusiasmo, l’impegno innovatore di Silvio Berlusconi» sta scritto nel messaggio che il coordinatore regionale Mario Mantovani con la sua vice Viviana Beccalossi ha condiviso con tutti i rappresentanti lombardi del Consiglio nazionale riuniti a Roma alla vigilia del consiglio nazionale di ieri. Per il presidente della Provincia Guido Podestà, «l’elezione di Angelino Alfano scandisce l’inizio di una nuova fase per un movimento non più frutto della fusione tra Forza Italia, An e altri fondatori ma da ora targato al 100 per cento Pdl e più partecipato dalla base e dalla società civile».