«Bene Europa e Usa, sparita la Cina»

E Sanlorenzo svela tutti i progetti al Cannes Yachting Festival. La sfida continua

Antonio Risolo

da Cannes

Quattro le novità in vetrina allo Yachting Festival: due Sanlorenzo - il crossover Sx 76 e la sorpresa assoluta dell'anno, vale a dire Sl102, la barca «asimmetrica» - e due a marchio Bluegame: i nuovi Bg42 e Bg62. Tra le barche esposte al Vieux Port c'è anche il superyacht in metallo 40Alloy. Per la cronaca, Bluegame è parte di Sanlorenzo, azionista di maggioranza dal 2017.

Lunedì scorso, rispettando la tradizione, Massimo Perotti ha presentato alla stampa internazionale riunita a La Plage Barrière Le Majestic, fin nei dettagli, il nuovo corso dell'azienda: dai dati economici ai progetti a breve e lungo termine, dagli importanti investimenti ad altre iniziative.

Presidente, oggi il mercato globale della nautica da diporto sfiora una crescita vicina al 18%.

«In effetti la situazione del mercato europeo gode di un momento particolarmente felice. Qui noi abbiamo aumentato la nostra quota passanto dal 56% del 2017 al 65% Del 2008. Bene anche gli Stati Uniti. Ancora in crisi la Russia, ma qualcosa si sta muovendo anche da quelle parti. Soffre parecchio il Sudamerica, mentre la Cina sembra tornata all'anno zero, sparita dal mercato. Tiene bene il resto dell'Asia Pacific».

In tutto il mondo non cè stampa di settore che non guardi al miracolo Sanlorenzo.

«Fa piacere, fa bene alla reputazione. Il nostro anno nautico è buono, sono soddisfatto. Abbiamo fatto due grandi salti di fatturato, sia nel 2015 sia nel 2016, in anticipo rispetto ai concorrenti. È fisiologico, tuttavia, non si possa continuare a fare +40-50%. Vorrei sottolineare, piuttosto, che in questi due anni abbiamo investito 100 milioni di euro su nuovi prodotti e nuovi stabilimenti: ampliato il sito di Ameglia, ristrutturati gli ex Cantieri San Marco alla Spezia, la ex Fipa di Viareggio (oggi Gp Yahcts posseduta da Sanlorenzo, ndr). Nel 2107-2018 non c'è stata una grande crescita proprio perché abbiamo concentrato tutte le nostre energie sugli investimenti immobiliari e capacità produttiva».

Da qualche anno lei viene considerato il re della cantieristica...

«Per carità! Ho i piedi ben saldi per terra e guardo al fatturato: dai 200 milioni del 2008 oggi siamo a 338, nonostante i lunghi anni della crisi».

Cavaliere, oggi il clima politico mondiale non è dei più sereni, soprattutto in alcune regioni, sbocchi tradizionali della nautica made in Italy.

«Indubbiamente è così. Occorre fare molta attenzione e stare in guardia. In giro per il pianeta ci sono parecchie tensioni, l'Europa sembra quasi sgretolarsi... Da sempre le scelte politiche incidono sull'economia, e quindi anche sul nostro settore».

Lei, come altri grandi capitani d'industria, è molto attento alla formazione.

«Ritengo sia un dovere morale. Sì, abbiamo istituito la Sanlorenzo Accademy che parte con un corso riservato a una cinquantina di ragazzi. Vogliamo formare i futuri dipendenti dell'azienda che, non va dimenticato, è fatta di uomini e donne. Gli obiettivi? Coprire la carenza di forza lavoro qualificata per Sanlorenzo e per gli appaltatori; fornire conoscenze tecniche e pratiche di yachting ai giovani laureati attraverso la formazione e l'apprendistato. Abbiamo previsto 12 mesi di lezioni in aula con apprendistato in azienda. I corsi inizieranno in ottobre, mentre le assunzioni vere e proprie scatteranno esattamente un anno dopo. E sempre nel 2019 partiranno anche i corsi aggiuntivi riservati agli equipaggi di yacht e superyacht».