Bene l’energia e i trasporti Attenzione agli imprevisti

Ci sono anche le azioni tra i possibili strumenti d’investimento «anti inflazione». A patto però di puntare sulle società il cui fatturato (e, quindi, i profitti) sia legato a tariffe o a prezzi amministrati come quelli della luce, del gas e delle autostrade. Parliamo di aziende quali Atlantia, Autostrade Torino Milano, Enel, Terna, Snam rete gas, A2A, Acea, Edison, Iride e Hera: società il cui andamento in Borsa risente positivamente dell’andamento dei prezzi al consumo.
Vediamo alcuni casi concreti. Ad esempio nel quadriennio che va dal dicembre ’93 al dicembre ’97, l’inflazione media annua si era attestata al 3,5% e il Mibtel di Piazza Affari aveva messo a segno un guadagno complessivo del 68,06%, ma il titolo Atlantia (che allora si chiamava Autostrade) era scattato del 168,02%, molto più di realtà come Generali (39,49%) e Fiat (27,76%). Al contrario in un periodo di bassa inflazione come quello registrato nei dodici mesi tra maggio 2006 e maggio 2007 (1,4% il minimo toccato), i titoli Atlantia ed Enel non sono andati oltre, rispettivamente, un guadagno del 13,32% e del 21,57%, contro il 25,34% del Mibtel. Il fatto che esistono società che, grazie al loro modello di business, risentono meno di altre del caro-vita non mette però al riparo l’investitore dalle amare sorprese, che in Borsa sono al contrario sempre possibili. Ad esempio durante l’ultima impennata del costo della vita, tra l’agosto 2007 e l’agosto 2008, quando l’Istat ha fotografato un incremento del 3,9% su base annua, a fronte di un tonfo del 28,36% del Mibtel, hanno perso terreno anche Snam (-1,25%), Enel (-17,21%), A2A (-20,1%) e Atlantia (-26,1%) pur riuscendo a limitare i danni. Prima di puntare sulla Borsa in un’ottica anti inflazione è quindi fondamentale essere disposti ad affrontare l’elevato livello di rischio implicito nelle azioni. E anche i titoli sopra citati, sebbene in passato siano stati meno «vulnerabili» (in gergo tecnico «volatili») della media, potrebbero esporre il risparmiatore a bruschi strappi anche in un’unica giornata. Mentre un buono postale, un Btpei, un Etf o un fondo indicizzato all’inflazione, non mettono a repentaglio il capitale investito nel medio termine, le azioni possono infatti accusare perdite ingenti: negli ultimi 12 mesi, per esempio, Atlantia ha ceduto il 33,2%, Enel il 37,7% e A2A il 49,6%.