«Il bene di Milano? Né a destra né a sinistra»

«Dev’essere la gente che chiede e non la politica che impone. Qui sono nati il riformismo ambrosiano, il rinnovamento cattolico, l’Illuminismo dei Verri e di Beccaria, lo spirito federalista di Cattaneo, il liberalismo di Manzoni, Testori, Parenti». A due mesi dalla sua candidatura a sindaco di Milano per il centrodestra, Letizia Moratti spiega i motivi della sua decisione e fa il punto sul progetti e programmi. E spiega come per Milano «sia arrivato il momento di abbandonare la logica dei partiti». Sempre di corto respiro. «La politica - assicura - dev’essere difesa del bene comune. E il bene comune non è né di destra né di sinistra. Oggi più che mai abbiamo bisogno di superare gli schieramenti». Ben chiara, per la lady ministra, la Milano da sognare. «Una città ricca, ma anche capace di ridistribuire le ricchezze. Una città solidale con tutti quelli che hanno bisogno, ma anche capace di accogliere chi arriva qui per vivere e lavorare». Pronta anche la domanda per Bruno Ferrante, il suo avversario nella corsa a Palazzo Marino targato centrosinistra. «Perché si è candidato in una città di cui è stato prefetto?».