«Bene il patto, ma ora il sindaco agisca»

Sul patto di legalità, firmato ieri in Prefettura fra il Ministro degli Interni Giuliano Amato e il sindaco Walter Veltroni, è secco il commento di Francesco Giro, coordinatore regionale e commissario romano di Forza Italia: «Va bene sottoscrivere un patto, ma un patto si fa in due. È positivo l’intervento del governo nazionale, del Viminale, ma anche il sindaco faccia la sua parte. Non può solo chiedere, deve anche agire. Non può solo andare da Amato col cappello in mano. Il sindaco di Roma per tutelare il rispetto della legalità ha importanti risorse e deve utilizzarle meglio. Ad esempio i vigili urbani». «Molti di essi - sottolinea il deputato di Forza Italia - sono ridotti al ruolo di passacarte negli uffici oppure impiegati a far multe. Relegando in secondo piano altri compiti prioritari». «Ci domandiamo, ad esempio, - afferma Giro - perché i 60 agenti della municipale assegnati ad aprile al Nucleo Esquilino, siano stati trasferiti dopo pochi giorni al Gruppo intervento traffico. Tutti conoscono l’emergenza dell’immigrazione clandestina all’Esquilino, la difficile convivenza con la comunità cinese, la crescente diffusione di eroina nel rione. A Roma, anzi, esiste una mappa della droga: Trastevere regno dell’hashish, l’Eur della cocaina, l’Esquilino appunto dell’eroina. A fronte di questa grave emergenza sociale, denunciata anche da Silvio Berlusconi che ha ricevuto risposte inadeguate, perché il sindaco non fa la sua parte?». «Il patto è a due - ribadisce il coordinatore di Fi- Governo e sindaco. Non vorremmo che Veltroni, con la sua nota abilità, scaricasse puntualmente tutte le responsabilità sul governo centrale. Non vorremmo che il patto si trasformasse in un formidabile alibi per i mesi e per gli anni a venire. Un alibi per dire: “Io il patto l’ho firmato, se poi il governo non ha fatto niente non è colpa mia”. Un alibi per non fare niente, per nascondere le tante promesse non mantenute».
Giro sottolinea che cosa Veltroni potrebbe fare di concreto anche domani, se solo volesse: «Dare più sostegno agli anziani, ad esempio. Ma sul serio. Il sindaco ha aperto i centri anziani solo per controllare il voto degli elettori, non per dare un vero sostegno alla terza età. Lo faccia ora. Veltroni magari non avrà poteri normativi come ha la Regione Lazio, ma ha pur sempre poteri di gestione nei servizi sociali. Allora faccia più politica sociale e meno politica culturale e di immagine».