Un bene rifugio a basso rischio: a Genova il mattone «tiene»

A Genova il mattone tiene sempre, anche (ma sarebbe meglio dire: proprio) nei momenti di peggiore crisi economica e finanziaria come quelli che hanno contraddistinto gli anni più recenti e lasciato strascichi profondi nel tessuto sociale e nelle tasche delle famiglie. In questo ambito, la situazione genovese è migliore rispetto alla realtà nazionale e internazionale, soprattutto per le unità immobiliari di taglio inferiore e collocate in quartieri che presentano prezzi unitari più bassi. La verifica puntuale arriva ancora una volta dall’Assimil, l’associazione per lo studio sui mercati immobiliari delle Camere di Commercio di Genova e Savona, che elabora annualmente una documentata «fotografia» del settore.
Il documento 2011, presentato ieri nel corso di un convegno nei locali dell’ente camerale in via Garibaldi, mette in rilievo innanzi tutto il fatto che il mercato immobiliare sta seguendo un percorso atipico e fa prevedere una stabilità dei prezzi e dei volumi di compravendita. Si ipotizza, inoltre, un’apprezzabile ripresa del mercato della locazione, che già registra una riduzione dei tempi di permanenza sul mercato, con prezzi in moderata ascesa. Se si raffrontano, poi, i dati del decennio 1999-2010, i valori immobiliari risultano aumentati del 21 per cento, con un incremento medio annuo dell’1,8 per cento. Questo - osserva il presidente di Assimil, Lorenzo La Terra, direttore Supporto operativo e tecnico di Banca Carige - «conferma come il settore immobiliare rappresenti un investimento a basso rischio anche nei momenti di peggior performance». Ne precisa ulteriormente i caratteri Mirco Minetti, che è fra i maggiori operatori immobiliari genovesi: «A oltre tre anni dalla crisi che ha investito il mercato immobiliare, la tendenza è di assestamento, con una sostanziale stabilità del livello dei prezzi. La situazione genovese - sottolinea ancora l’esperto operatore immobiliare - è migliore soprattutto per le unità immobiliari di taglio inferiore e collocate in quartieri con prezzi unitari più bassi». In aumento risultano, in particolare, le compravendite (+6,3 per cento). Non manca, comunque, un appello che è anche una sorta di grido d’allarme: «Servono norme adeguate alle nuove esigenze del mercato immobiliare» lamenta a questo punto lo stesso Minetti. Che spiega: «Altrimenti una coppia non investirà mai su un appartamento di 300 metri nel centro storico che non potrà essere diviso perché c’è l’obbligo di fare un parcheggio dove non esiste lo spazio». Il centro storico di Genova ha bisogno di interventi urbanistici prima che edilizi - aggiunge sempre Minetti, a margine del convegno - altrimenti nessuno investirà mai in edifici senza ascensore, con parcheggi troppo lontani e pochi spazi. È necessario intervenire distinguendo tra edifici realmente storici e altri, costruiti nel dopoguerra, che potrebbero invece fare spazio a interventi di riqualificazione urbanistica».
Al centro del seminario «B2B-Back to Brick: costruire, valutare e ristrutturare un investimento immobiliare», lo stato di salute del mercato, cui si sono dedicati fra gli altri i relatori: Leopoldo Sdino (coordinatore scientifico Assimil), Luciano Pasquale (presidente della Camera di commercio di Savona), Luigi Pietro Matarrese (direttore dell’Ufficio di Genova dell’Agenzia del Territorio), Claudio Scardovi (Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi), e Felice Negri (vicepresidente della Camera di Commercio di Genova). Temi approfonditi, infine, nella successiva tavola rotonda moderata da Marcello Marzini (vicepresidente Assimil), cui sono intervenuti Alfredo Addezio (giunta dell’ente camerale genovese), Sara Armella (presidente Spim), Giovanni Berneschi (presidente di Banca Carige), Vincenzo Nasini (presidente Ape Confedilizia), e Ennio La Monica, (direttore generale Banca Carige).