«Bene Scandroglio, ma il Muro comunista a Genova c’è ancora»

Caro dottor Lussana, la trovo più combattivo di sempre e questo mi fa pensare che le ferie le abbiano fatto bene. Da parte nostra, parlo di noi lettori, avere la Redazione del nostro Giornale sempre pronta a punzecchiare ed a tirare le orecchie agli onorevoli Pidiellini, dà una meravigliosa sensazione di sicurezza. La vigilia di Ferragosto, ignorando le brutte notizie (prelievi forzosi... spese faraoniche per la politica... scudisciate a chi paga già molte tasse), ho letto con piacere, nella cronaca di Genova, l’articolo dell’onorevole Scandroglio e la lettera del signor Antonio Bovetti, rammaricato perché i sinceramente democratici preferiscono visitare i detenuti in carcere (anziché le vittime delle scorrerie). Partendo da quest’ultima vorrei raccontarvi la barzelletta che girava molti anni addietro tra noi, ragazzi di allora: «Un Premier, unitamente ai competenti ministri (avete notato che i ministri sono sempre competenti?) di Interno, Giustizia, Tesoro, Istruzione, eccetera si recano nelle varie zone del Paese per capire meglio le necessità delle popolazioni locali. I problemi che vengono loro illustrati sono tanti ma i prevalenti sono scuola e carceri. Rientrati dal loro tour istruttivo, si appartano negli appositi uffici e, tra una bicchierata ed un’altra, discutono, discutono, discutono... Dopo la solita riunione notturna il Premier delibera comunicando agli assonnati ministri le sue scelte: “Alle fatiscenti scuole di ogni ordine e grado, dice, trasferiamo un milione di lire una tantum... Agli istituti di detenzione (carceri), devolviamo dieci miliardi di lire all’anno...”. I ministri fanno notare che è da irresponsabili decidere a quel modo, al che il Premier rivolgendosi loro, dice: “Cari ministri. Pensate davvero che il giorno in cui la popolazione si stancherà di noi vorrà mandarci a scuola...?”».
Vi è poi l’intervento dell’onorevole Scandroglio. Un articolo molto interessante sul muro di Berlino. E, leggendo «Io, deputato Pdl e questi giorni duri da fine del mondo. Ma penso positivo», vi dirò che per uno come me che ha sempre pensato positivo senza attimi di smarrimento e prostrazione, neanche durante la dominazione comunista della mia città natale (avete presente la Gestapo e le SS germaniche? Bene! Confrontandole con la polizia politica comunista potrebbero sembrare suore Orsoline) ho fantasticato, tra me e me: stai a vedere che, con la stangata che ci è arrivata tra capo e collo vivendo, Scandroglio, nei palazzi degli sprechi, presenterà qualche mozione per far sì che senatori deputati si vergognino e si indignino per i prezzi irrisori praticati nei ristoranti di palazzo Madama e Montecitorio e ne chiedano la chiusura immediata o, perlomeno, si astengano dal frequentare quegli ambienti decidendo di rinunciare ai molti privilegi che a noi contribuenti vengono negati... Macché. Abbiamo parlato di altre cose. Ebbene: diciamolo allora. Il muro di Berlino ha creato dolore, lutti, privazioni, ha distrutto nuclei famigliari. Chiediamo ai comunisti nostrani che hanno sempre appoggiato i piani di Mosca, cosa ne pensano di quel periodo infame. Perché non li isoliamo e sbugiardiamo, anche se occupano posti preminenti nella vita politica attuale. I crimini commessi nella Repubblica Democratica Tedesca (avete notato che i comunisti parlano di democrazia senza sapere cosa voglia dire?) sono avvenuti anche per colpa loro. Ci pensi Scandroglio. Chi ha subito la tirannia comunista non può dimenticare. Ed allora, scrivendo del muro della vergogna, denunzi i comunisti italiani, anche quelli che occupano le migliori posizioni.