«Bene se non viene Air France ma intanto Malpensa soffre»

La Regione non fa ricorso contro il governo. «Però impediremo in tutti i modi l’ennesimo sfregio»

Niente ricorso. Per ora. La Regione Lombardia ritira nel cassetto i documenti dell’azione legale contro Enac e Governo per la cessione dei diritti di traffico di Alitalia su Malpensa. «Al momento, vista la situazione - spiegano al Pirellone - non sembra più necessario». Dopo il passo indietro dei francesi e le dimissioni del numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, è bene fermare tutto. Convinti che i corteggiamenti del Governo per riaprire il dialogo con Air France e per ricucire non porteranno a molto. Se la situazione dovesse cambiare, la Lombardia potrebbe prendere di nuovo in considerazione le vie legali. Per adesso è bene aspettare e capire chi entrerà in campo: Lufthansa, Air One, la cordata segreta o i russi di Aeroflot.
Le trattative saltate, se non altro, portano a qualcosa di buono: i francesi non sbarcheranno a Malpensa con le loro flotte.
«La nostra preoccupazione - spiega l’assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo - resta immutata anche in presenza di un fallimento delle trattative tra Alitalia ed Air France. A noi interessa l’affermazione di un principio generale. I diritti di volo sono di proprietà degli italiani e non del governo o della compagnia di bandiera. Se il governo ha intenzione di regalarli ad altri, si assume una responsabilità gravissima». Il presidente lombardo Roberto Formigoni intona il De profundis. «La strategia suicida scelta dal governo Prodi - spiega - ha portato a una forte penalizzazione di Malpensa e al fallimento di Alitalia. Peggio di così francamente non poteva andare». L’unica nota positiva è che, se non altro, sono saltate le condizioni poste da Air France per acquistare Alitalia, in particolare quella di congelare i diritti di traffico su Malpensa che la compagnia di bandiera italiana non userà più. Anche su questo fronte la Regione Lombardia era pronta a fare ricorso all’Unione europea. «Certo - commenta Formigoni - ora anche questa condizione è venuta meno». Se quella di Air France dovesse essere «una mossa tattica» e le trattative si dovessero riaprire, apriti cielo. La Regione si farà in mille per impedire l’«ennesimo sfregio a Malpensa».
I sindacati non accettano la rottura delle trattative come l’ultimo atto della vicenda. «Siamo convinti - spiega Nono Cortorillo, segretario Filt Cgil - che non esiste alternativa alla ripresa della trattativa con Air France. Ci siamo opposti al piano Prato ma il fallimento di questa vendita sarebbe una sciagura, un suicidio per il Paese».
Intanto prosegue la delocalizzazione delle case intorno a Malpensa e a breve comincerà l’acquisizione degli alloggi dei cittadini che ne hanno fatto richiesta.