Benedetto XVI «Malgrado gli aiuti la recessione pesa sulle fasce deboli»

Nonostante «le misure intraprese», la crisi si sta facendo sentire «duramente» in particolare sulle famiglie e sulle «fasce più deboli della società». Lo ha detto ieri mattina Benedetto XVI ai vescovi italiani, intervenendo all’assemblea generale della Cei. Parole che riecheggiano, più sinteticamente, l’ampio passaggio dedicato alla crisi dal cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione che lunedì scorso aveva aperto i lavori.
«Da mesi – ha spiegato il Papa – stiamo constatando gli effetti di una crisi finanziaria ed economica che ha colpito duramente lo scenario globale e raggiunto in varia misura tutti i Paesi. Nonostante le misure intraprese a vari livelli – ha continuato – gli effetti sociali della crisi non mancano di farsi tuttora sentire, e anche duramente, in modo particolare sulle fasce più deboli della società e sulle famiglie». Dall’intervento di Ratzinger si conferma la percezione della Chiesa su quanto sta accadendo e l’invito a un impegno ancora maggiore in favore di chi in questo momento ha più bisogno.
Lunedì il presidente della Cei Bagnasco aveva infatti accennato alla «comprensibile ansia volta a scrutare, e dunque quasi anticipare, i segni di uscita dal tunnel in cui ci troviamo», riferendosi implicitamente all’ottimismo del governo, senza però confermare «voci che si arrischiano in previsioni quasi rasserenanti, che tutti naturalmente vorrebbero vedere confermate».
E aveva parlato diffusamente dell’emergenza disoccupazione. Nel suo discorso ai vescovi, il Papa ha poi espresso «apprezzamento e incoraggiamento» per l’iniziativa del fondo di solidarietà chiamato «Prestito della speranza», che vedrà impegnate domenica tutte le parrocchie italiane per una colletta straordinaria. «In un momento di difficoltà, che colpisce in modo particolare quanti hanno perduto il lavoro, ciò diventa – ha detto il Pontefice – un vero atto di culto che nasce dalla carità suscitata dallo Spirito del Risorto nel cuore dei credenti». Benedetto XVI ha infine parlato della necessità di promuovere «una diffusa mentalità in favore della vita» e ha citato l’«emergenza educativa» in un tempo «in cui è forte il fascino di concezioni relativistiche e nichilistiche della vita».