Benedetto XVI ricorda le guarigioni miracolose Bertone a Napolitano: non interferiamo

Una preghiera "per tutti i malati, specialmente quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui": l'ha chiesta il Papa ai fedeli in piazza San Pietro per l'Angelus. Telefonata tra il cardinal Bertone e il Capo dello Stato

Città del Vaticano - Una preghiera "per tutti i malati, specialmente quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui": l'ha chiesta Benedetto XVI ai fedeli raccolti in piazza S.Pietro per l'Angelus domenicale, prendendo spunto, come già aveva fatto ieri, dall'imminente Giornata del malato, per far riflettere, pur senza mai pronunciarne il nome, sul caso di Eluana Englaro. Il Vangelo di oggi ricorda una serie di guarigioni miracolose compiute da Gesù, e il Papa ha evidenziato come "l'esperienza della guarigione dei malati ha occupato buona parte della missione pubblica di Cristo e ci invita ancora una volta a riflettere sul senso e sul valore della malattia in ogni situazione in cui l'essere umano possa trovarsi".

Nonostante la malattia faccia parte dell'esperienza umana - ha osservato il pontefice - ad essa non riusciamo ad abituarci, non solo perché a volte diventa veramente pesante e grave, ma essenzialmente perché siamo fatti per la vita". "Quando siamo provati dal male e le nostre preghiere sembrano risultare vane - ha detto ancora papa Ratzinger - sorge allora in noi il dubbio ed angosciati ci domandiamo: qual é la volontà di Dio? E' proprio a questo interrogativo che troviamo risposta nel Vangelo". "Gesù - ha affermato il Papa - non lascia dubbi: Dio, del quale Lui stesso ci ha rivelato il volto, è il Dio della vita, che ci libera da ogni male. I segni di questa sua potenza d'amore sono le guarigioni che compie: dimostra così che il Regno di Dio è vicino restituendo uomini e donne alla loro piena integrità di spirito e di corpo. Si comprende, pertanto, perché la sua predicazione e le guarigioni che opera siano sempre unite: formano infatti un unico messaggio di speranza e di salvezza". 

Assistenza ai malti missione della Chiesa L'assistenza ai malati é, per le comunità cristiane, un prolungamento dell'"opera di Gesù" nella "missione della Chiesa", ha detto Benedetto XVI prima dell'Angelus, al termine di una riflessione riferita alla Giornata mondiale del malato. "Mediante i Sacramenti è Cristo che comunica la sua vita a moltitudini di fratelli e sorelle - ha detto il Papa - mentre risana e conforta innumerevoli malati attraverso le tante attività di assistenza sanitaria che le comunità cristiane promuovono con carità fraterna. E' vero: quanti cristiani, sacerdoti, religiosi e laici - ha aggiunto - hanno prestato e continuano a prestare in ogni parte del mondo le loro mani, i loro occhi e i loro cuori a Cristo, vero medico dei corpi e delle anime". "Preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi - ha concluso il pontefice - che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui: possa ciascuno di loro sperimentare, nella sollecitudine di chi gli è accanto, la potenza dell'amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che salva".

Telefonata Bertone-Napolitano Un colloquio telefonico é intercorso ieri tra il presidente della Repubblica, Napolitano e il segretario di Stato, cardinal Tarcisio Bertone. Si è parlato, fra l'altro - informa la sala stampa della Santa Sede - della vicenda di Eluana Englaro. "Ieri ha avuto luogo - informa il comunicato - un cortese colloquio telefonico tra il presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano e il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone. Nella conversazione - si precisa - si è parlato della vicenda di Eluana Englaro, come pure di altri argomenti di reciproco interesse". In merito alla vicenda di Eluana Englaro, il Vaticano ha anche manifestato "vivo apprezzamento per l'accelerazione data dal Parlamento all'approvazione del disegno di legge". Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha sottolineato che questo secondo punto non è strettamente collegato al colloquio telefonico, che rappresenta comunque l'intenzione del Vaticano di intrattenere "rapporti positivi" con tutte le istituzioni. Nel corso della telefonatae da parte del Segretario di Stato vaticano si è ribadita sia la stima personale per il Capo dello Stato sia la volontà di non interferire in vicende italiane, pur ribadendo le note posizioni della Santa Sede sui problemi in questione.