Benedetto XVI rinnova il suo no al riconoscimento delle unioni di fatto: «Destabilizza il matrimonio». Nella maggioranza lo difendono solo Margherita e Udeur La sinistra insulta il Papa: sui Pacs è cieco

da Roma

Riconoscere i diritti dei conviventi, etero e omo, equiparandoli al matrimonio è pericoloso e turba l’equilibrio della famiglia legittima. Papa Benedetto XVI scomunica ancora una volta i Pacs, attirando così su di sé gli anatemi della maggioranza di centrosinistra che accusa la Chiesa di «invadenza ossessiva» e il Pontefice di «cecità», con l’eccezione della Margherita che chiede invece più rispetto per il Papa e dell’Udeur che ricorda come la famiglia da sostenere sia quella fondata sul matrimonio sancita dalla nostra Costituzione.
Nel ricevere al Vaticano il sindaco di Roma, Walter Veltroni insieme con i presidenti della Regione, Piero Marrazzo e della Provincia, Enrico Gasbarra, amministratori locali e tutti di centrosinistra, il Santo Padre non dimentica che proprio dalle giunte locali di centrosinistra è partita l’offensiva per ottenere il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto con l’istituzione di registri con le liste dei conviventi. Dunque rinnova di fronte ai tre il suo irremovibile no perché, ammonisce Ratzinger: «Appaiono pericolosi e controproducenti quei progetti che puntano ad attribuire ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, finendo inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio».
Il no del Papa suona come una scomunica dei lavori della Commissione Giustizia di Palazzo Madama che da due giorni ha aperto la discussione su cinque disegni di legge sulle unioni civili. Proprio ieri ne sono stati presentati altri due: uno di Roberto Manzione, della Margherita, e l’altro di Maria Luisa Boccia di Rifondazione. E infatti i primi a risentirsi sono proprio i senatori che hanno deciso di dare il via libera alla discussione sulle convivenze senza neppure aspettare che fosse pronto il ddl governativo affidato al ministro delle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini.
Perché le parole di Ratzinger irritano tanto la sinistra che potrebbe semplicemente ignorarle? Perché dentro l’Unione c’è una ferita aperta rappresentata dalla profonda divergenza tra i cattolici della Margherita e dell’Udeur e il resto della coalizione: ds, verdi, rifondazione e comunisti. E il discorso del Papa rischia di chiudere e definitivamente, prima ancora che effettivamente si apra, il dialogo tra le parti contrapposte. Sia nel governo tra la Pollastrini e il ministro della Famiglia, Rosy Bindi, sia nel Parlamento.
Dunque i radicali si dicono pronti alla mobilitazione per affermare i diritti dei conviventi e la Rosa nel Pugno, attraverso il capogruppo in commissione Affari Costituzionali della Camera, Maurizio Turco, annuncia che chiederà addirittura l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui rapporti tra Stato e Chiesa. Ma l’intervento più duro è forse quello del vicepresidente del Senato, il diessino Gavino Angius, molto preoccupato, dice, per «l’invadenza che costantemente, ormai quasi ossessivamente nella sfera pubblica sta assumendo la Chiesa italiana». Per Angius «non è accettabile che punti di vista rispettabilissimi, che sono espressione di una fede religiosa, possano essere assunti come punti di vista di tutti, sia per i diritti civili, sia per le unioni di fatto, sia per il modo di stabilire le relazioni tra persone di sesso diverso come dello stesso sesso». Ancora da Palazzo Madama arriva l’affondo del presidente e del vicepresidente del gruppo di Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena e Rina Gagliardi. «La legge sulle unioni civili si farà: Benedetto XVI si rassegni - dicono -. È sempre sgradevole dover pronunciare richiami alla correttezza, ancora di più lo è nel caso del Pontefice, ma ribadiamo che i suoi interventi sono eccessivi oltre a essere ciechi di fronte alla realtà sociale del Paese».
Parole dure che irritano i loro alleati, i cattolici della Margherita. «Mi stupisce come alcuni colleghi, nel tentativo di difendere diritti più o meno condivisibili, perdano di vista finanche il rispetto per il Santo Padre e per quello che lui rappresenta», dice il responsabile dell'esecutivo della Margherita Renzo Lusetti che chiede «più rispetto per il nostro Papa che non sta facendo altro che tutelare quei valori fondamentali nei quali la Chiesa crede da sempre».
Pure da Caserta dove si tiene il vertice di governo arrivano voci discordanti. Mentre il ministro Pollastrini e quello della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero (Prc) promettono dal governo «una proposta seria in tempi rapidi» la Bindi frena. Tempi rapidi? «Vediamo - dice prudente -. L’importante è fare bene le cose».
Il centrodestra compatto condanna gli attacchi rivolti dall’Unione a Benedetto XVI. Forza Italia, An e Udc chiedono più rispetto per il Papa.