Benedetto XVI: "Shoah è crimine contro Dio"

Il Papa, nel primo incontro con le organizzazioni ebraiche dopo la scomunica revocata ai lefebvriani, cita Giovanni Paolo II e chiede perdono per gli orrori della Shoah. Condanna chi la nega tra gli uomini di Chiesa e annuncia: "Sto preparando una visita in Israele in maggio"

Roma - Bendetto XVI chiede perdono agli ebrei. Incontrando oggi i presidenti delle maggiori organizzazioni ebraiche americani, Ratzinger ha ripreso le parole del suo predecessore, Giovanni Paolo II, e ha chiesto "perdono" per il comportamento di coloro che, nella storia, hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico come con la Shoah. La Shoah è stata "un crimine contro Dio e l’umanità" ed è "inaccettabile e intollerabile" chi, tra gli uomini di Chiesa, la nega o la minimizza: è quanto ha detto Benedetto XVI nel primo incontro col mondo ebraico dopo la crisi scoppiata con la revoca della scomunica ai lefebvriani, tra cui il negazionissta Williamson. Il Pontefice ha annunciato oggi pubblicamente che si sta preparando per la sua visita in Israele.

L'incontro Benedetto XVI ha rievocato i precedenti incontri con esponenti ebrei, nella sinagoga di Colonia, a New York e in altre occasioni. "Mi sto preparando a una visita in Israele - ha detto - una Terra Santa per i cristiani così come per gli ebrei, poiché le radici della nostra fede vanno trovate lì". Ratzinger dovrebbe andare a maggio in Israele. La Shoah "è stata un crimine contro Dio e contro l’umanità" ha detto il Papa ricordando la sua visita al campo di sterminio di Auschwitz "e questo deve essere chiaro a ognuno, specialmente a chi è nella tradizione delle Sacre scritture. L’intera umanità prova profonda vergogna per la selvaggia brutalità nei confronti del vostro popolo in quell’occasione". In implicito riferimento all’affaire Williamson, Benedetto XVI ha poi detto: "È fuori discussione che ogni negazione o tentativo di minimizzare questo terribile crimine è intollerabile e del tutto inaccettabile". Il Papa ha citato le parole della richiesta di perdono lasciata da Giovanni Paolo II il 26 marzo del 2000 in una fessura del Muro del Pianto. "Dio Padre - era scritto sulla pergamena firmata semplicemente Joannes Paulus - tu hai scelto Abramo e i suoi discendenti per portare il tuo nome alle nazioni. Noi siamo profondamente rattristati per il comportamento di coloro che nel corso dei secoli hanno causato sofferenze ai tuoi figli e, mentre chiediamo perdono, vogliamo impegnarci a vivere in autentica fraternità con il popolo dell’Alleanza".

La replica "Le nostre relazioni, basate sulle solide fondamenta del Concilio Vaticano II possono sopravvivere a periodiche cadute e noi possiamo riemergere da queste ancora più forti per lavorare insieme nell’affrontare le sfide alla nostra civilizzazione" come l’antisemitismo. È quanto ha affermato il rabbino Arthur Schneier rivolgendosi a Benedetto XVI. Schneier, che ha ospitato il Papa nella sua sinagoga di New York, visitata da Benedetto XVI nel corso del suo recente viaggio negli Stati Uniti, ha espresso l’auspicio che Ratzinger sia "il costruttore-ponte" nell’attività di pace, di tolleranza e di dialogo interreligioso. Il rabbino ha inoltre espresso "sofferenza" in quanto ebreo "sopravvissuto all’Olocausto" per la negazione della Shoah da parte di Williamson.