Benetton e Rocca i più premiati dalla Borsa

da Milano

Qualche decimo di punto percentuale: su 100mila euro parliamo di 100, 150 euro l’anno. Ma ultimamente, con la tendenza al rialzo dei tassi, i Bot, impiego classico dell’investitore prudente, rendono di più dei conti deposito a zero spese e alto rendimento pubblicizzati dalle banche on line. E va inoltre notato che comunque nessuno di questi impieghi raggiunge il livello del tasso d’inflazione, ora al 4,1% annuo.
Per gli istituti di credito è un periodo difficile, i costi di finanziamento crescono e crescono anche rischi e perdite sugli impieghi. Mercoledì scorso Ing, il colosso olandese noto in italia soprattutto per il Conto Arancio, ha pubblicizzato un bilancio trimestrale con utili in calo del 25%. Il Conto Arancio è il conto di deposito più remunerativo sul mercato italiano. Ora riconosce ai nuovi clienti (offerta valida fino al 31 agosto) un interesse del 4,75% annuo lordo, per 12 mesi, zero spese, zero bolli e via dicendo. Tolta ritenuta fiscale del 27%, che si applica sui depositi bancari, si arriva al rendimento netto effettivo del 3,46%. I Bot annuali adesso hanno un tasso del 4,34% lordo, tolte le imposte (il 12,5%), rendono il 3,78%. A questo importo, per rigore di confronto, vanno sottratte le commissioni d’intermediazione, mediamente attorno allo 0,25%. Inoltre, per sottoscrivere i Buoni del Tesoro si deve pagare, oltre all’imposta di bollo (34,2 euro l’anno), un costo caricato dalla banca per la tenuta del conto titoli. Sono tutte spese che generalmente i conti ad alto rendimento non fanno pagare. Sono inoltre spese difficilmente determinabili in termini di minor rendimento, in quanto per il bollo l’incidenza è legata all’importo investito e le commissioni sono di solito inversamente proporzionali all’importo versato. Ma in sintesi: su investimenti ridotti il vantaggio dei Bot tende ad annullarsi; su importi notevoli no.
Veniamo ai rendimenti dei concorrenti del Conto Arancio. Che Banca! (Mediobanca) paga il 3,43% netto (in anticipo, ma se si ritirano i soldi prima dei 12 mesi vengono riconosciuti gli interessi del conto al 2,92% netto), Iw bank (Ubi Banca) il 3,15%, Fineco (gruppo Unicredit), il 2,92%. Le cose cambiano però se si esce dal perimetro dei conti di deposito e si va su prodotti bancari diversi, privi sì delle garanzie del Fondo nazionale di tutela dei depositi, ma con un profilo di rischio comunque molto contenuto.
Qui i rendimenti sono superiori anche grazie all’imposizione fiscale più bassa, il 12,5%, la stessa che grava sui titoli di Stato. Tra i più remunerativi sono i prodotti IW power turbo e Fineco super save, sottoscrivibili a partire da mille euro.
Sono prodotti assimilabili ai «pronti contro termine», in quanto vincolati a titoli di Stato (in pratica, la banca «presta» delle obbligazioni a un cliente, come garanzia del finanziamento che il cliente fa alla banca ricevendone un tasso che in genere è superiore a quello dei titoli dati in garanzia). L’Iw power turbo, con durata sei mesi rende attualmente il 4,30% annuo netto (ma se si smobilizza prima viene riconosciuto solo il tasso base del 3,15%). Fineco super save rende il 3,59% netto (il 3,85% se si investono più di 150mila euro). Anche in questo caso, se si smobilizza prima della scadenza vengono accreditati solo gli interessi ordinari del conto base del 2,92%, tuttavia Fineco offre anche scadenze a uno e tre mesi).