Benetton invita un partner negli Autogrill

L’operazione rende possibile uno scambio di partecipazioni per crescere all’estero

Marcello Zacché

da Milano

I Benetton muovono di nuovo le pedine. Questa volta tocca ad Autogrill, controllata al 57% dalla capogruppo della famiglia, Edizione Holding. La quota di controllo del gruppo di ristorazione guidato da Gianmario Tondato passa da Edizione Holding a un «veicolo societario (una srl) controllato al 100%: Schema34».
«L'operazione - si legge nel comunicato dei Benetton - è finalizzata a predisporre una struttura di controllo di Autogrill più flessibile, idonea a favorire la valorizzazione della partecipazione anche mediante il coinvolgimento di eventuali partner industriali di lungo periodo che, fermo restando il controllo in capo a Edizione Holding, possano assicurare il massimo supporto ai piani di crescita internazionale del gruppo Autogrill».
In altri termini, l’operazione non cambia nulla né rispetto al controllo, che resta saldo nelle mani di Edizione, né riguardo alla strategicità della società. Quello che però diventa possibile è l’individuazione di un socio da far entrare al fianco dei Benetton in Schema34. Un po’ come a suo tempo accadde con Autostrade, controllata tramite un altro «veicolo numerato», Schema28, nel quale sono però presenti Unicredit, Fondazione Crt, Abertis e Generali. Anche se nel caso di Autogrill, il trasferimento a Schema34 sembra avere un significato molto più preciso: rappresenterà un’arma in più per la crescita a disposizione di Tondato. Il mercato, che ha premiato i titoli con un rialzo dell’1,5% a 13,38 euro, lo ha già certificato. Con il nuovo assetto la società potrà guardare alla crescita, tramite acquisizioni piuttosto che accordi geografici (interessano Asia e Medioriente) o commerciali, con maggiore flessibilità. Il gruppo, che vanta un rapporto debito-patrimonio nell’ordine di 1,5 volte, secondo gli analisti potrebbe tranquillamente disporre, con la leva del debito e senza aumenti di capitale, di un miliardo per acquisizioni: il rapporto salirebbe verso quota 3, ben sostenibile (basta ricordare che nel 2001 i debiti erano 4,7 volte il patrimonio netto). Ma le risorse potrebbero non bastare, in un settore difficile come quello della ristorazione e affini. Per espandersi, soprattutto all’estero, potrebbe far giuoco anche un’offerta di «carta», che permetterebbe di fare accordi ad ampio raggio offrendo nel pacchetto per il partner straniero anche una quota del capitale di Schema34. Una quota che i Benetton intenderebbero contenere nell’ordine del 10-15% della srl. Il che significa, in base alla capitalizzazione di ieri, un valore di 200-300 milioni.
Con questa mossa Edizione Holding completa allora il «giro» del suo organigramma, dove il modello di governance del veicolo societario ormai diffuso. È infatti di settembre l’annuncio della scissione da Edizione in Sintonia delle partecipazioni in infrastrutture e servizi (Schema28, Telecom, Grandi Stazioni). Un modo per prepararsi a nuovi soci. E, forse, a valle della complessa operazione Autostrade-Abertis, mettere insieme risorse fresche da investire, chissà, in Telecom.