Benetton: su Mediobanca non abbiamo influenza Algebris fuori da Generali

da Milano

I Benetton smontano il tentativo di Algebris di insediarsi nei gangli direttivi di Generali. Messa sotto pressione dalla Consob e dall’esposto presentato dal fondo speculativo di Davide Serra, Edizione Holding ha sostenuto che i propri candidati per il collegio sindacale di Trieste non possono in alcun modo essere «collegati» a Mediobanca.
Quindi, sempre su richiesta dell’Authority, ha preso posizione il colosso triestino (di cui Piazzetta Cuccia è primo socio con il 15%) chiudendo di fatto la strada alle ambizioni di Algebris. Il nodo del contendere ruota intorno alla possibilità o meno dei Benetton di correre per il posto di sindaco delle Generali riservato ai soci di minoranza: una poltrona delicata per Trieste vista l’aggressività dimostrata da Algebris verso la governance del Leone e il presidente Antoine Bernheim.
In questo clima è nata la mossa «amica» del gruppo di Ponzano progressivamente sfociata nell’attuale groviglio di rimandi a codici e regolamenti che lo oppone a Davide Serra. Malgrado sieda nel patto di sindacato di Piazzetta Cuccia (2,2%), Benetton ha detto infatti di non avere alcun potere sulle politiche finanziarie e gestionali della merchant bank né tramite Edizione (a cui fa capo l’1% del Leone) né tramite la cassaforte che la controlla Ragione Sapa.
Non molto distante la lettura offerta a Consob da Generali: il gruppo non ha «evidenza» del fatto che Ragione eserciti un «controllo congiunto» su Mediobanca. Il Leone ha quindi difeso la scelta del cda di presentare una lista per il collegio sindacale aggiungendo come, pur in presenza di un «collegamento» di Edizione, se Mediobanca voterà la lista del consiglio, l’impatto pratico si vedrà solamente se il sindaco delle minoranze fosse eletto col voto determinante di Ponzano.
Via libera quindi ai candidati dei Benetton per il collegio sindacale di Trieste, a cui puntano anche i fondi raccolti da Assogestioni per cui ieri ha preso posizione il coordinatore del comitato corporate governance, Giampaolo Novelli, notando come «giustamente ci si è posti qualche interrogativo» sulla lista dei Benetton.
La parola torna alla Consob, nei cui uffici si respira una forte volontà di avviare un esame a tutto tondo sulla questione. Anche perché, si tratta della prima applicazione delle norme sulle minoranze introdotte dalla Legge sul risparmio.
Da parte sua Algebris ha espresso «sorpresa» per le motivazioni portate da Edizione ma Serra, ieri in volo per Washington, sta ancora studiando l’eventuale battaglia legale. Due le ipotesi di scuola: rivolgersi al tribunale con una procedura di urgenza oppure impugnare la delibera dell’assemblea di Generali di fine mese.