Benigni: porterò Dante anche a Broadway

da Milano

Innanzitutto si presenta puntuale, da spaccare il secondo. Il ritorno con uno show in città dopo 12 anni lo fa sinceramente felice, e si vede. «Ho previsto anche una parentesi tutta su Milano, ma non posso dirvi di cosa si tratta perché non l'ho ancora scritta - mente spudoratamente -. Intanto c'è tempo, fino a domani sera». Di questi tempi il protagonista di TuttoDante - one man show da stasera al PalaSharp di Milano fino al 25 marzo - ammette di sentirsi «una rockstar». Sono le cifre a dirlo: lo spettacolo richiesto in tutta Italia macina repliche e riempie i palazzetti, a botte di 7.000 spettatori alla volta.
«Benignaccio» fa coppia con il Sommo Poeta: cultura e comicità, satira e commozione, in una ricetta che qualche anno fa in tv, share dixit, si rivelò infallibile. TuttoDante è uno spettacolo in due parti: nella prima, il Roberto nazionale dà i pizzicotti all'Italia di oggi; nella seconda, legge e spiega con parole sue i sublimi versi dell'Alighieri. Per scoprire che, dal presente al passato e ritorno, non è che l'Italia e gli italiani siano cambiati poi tanto. Difatti, nel suo show Benigni conia beffardo qualche nuovo girone infernale: «Il girone degli intercettati, quello della privacy e quello ad personam», spiega lui con sorriso giullaresco. «Oggi siamo ossessionati dal sesso, e i media cercano di solleticare in noi gli istinti più bassi. Eppure, Dante ce lo ricorda, noi uomini siamo esseri fantastici, un mix di mediocrità e di divino. Con Dante riesco ad accarezzare quelle zone dell'uomo dove nessuna va mai. E ce n'è bisogno». Al punto che persino Broadway lo vorrebbe sul palcoscenico. «Tutto vero - rivela Benigni - mi vogliono a Broadway con una certa insistenza, e io penso proprio di andarci. Lo show resterà in italiano, d'altronde ho già provato a portarlo all'estero, in Grecia e in Belgio, ed è piaciuto un sacco».