Benigni ritrova le battute Meno male che Silvio c’è

«Meno male che Berlusconi è tornato. Io mi ero inventato Dante perché non c’avevo più battute... L’anno scorso mi sono divertito con l’opposizione. Ora, per par condicio, tocca al governo». Prima uscita post elettorale per Roberto Benigni e il suo Tutto Dante. Il canto scelto, per la serata in piazza a Padova, è il XXXIII del Paradiso. Ma l’introduzione, come sempre, è l’attualità. E l’attualità è Silvio, il preferito. C’è spazio per tutto: dagli Europei («ha deciso di ricusare l’arbitro» e l’anno prossimo «manderà i rifiuti di Napoli a Barcellona») alla comunione ai divorziati: «Ha avuto – scherza Benigni – cinque o sei mogli, ma ora vuole pigliare l’ostia perché è gratis». Dante, se vivesse oggi, «dovrebbe inventarsi un girone solo per lui». Ce n’è per tutti, anche per il Pd: «Pensavo fosse una standing ovation, invece vedo che non avete le sedie. Al mio amico Zanonato neanche una sedia gli è rimasta. Ma come fa ora Padova senza il suo Pd?».