Bennato con il Teatro degli Orrori accende il Traffic dei «duetti folli»

Se proprio si parla di accostamenti folli, allora il Traffic Free Festival di Torino è il posto giusto. Stasera, per dire, la grande Pfm suona con i Verdena un tributo a Demetrio Stratos mentre l’altra sera Francesco De Gregori ha duettato con Cristina Donà e Vasco Brondi. E ieri Edoardo Bennato è salito sul palco con il Teatro degli Orrori, uno dei gruppi più forti del rock alternativo, autentici fenomeni che Pierpaolo Capovilla ha portato dal teatro delle crudeltà di Antonin Artaud fino al cuore della scena indipendente, con una credibilità riconosciuta dai tifosi e pure dai giornali. «Checché ne dica XL di Repubblica, non ci sciogliamo», ha spiegato lui, appassionatissimo, mentre in un paesino fuori Padova provava e riprovava tutte le canzoni per il Traffic. Tanto per non smentirsi, il Teatro ha suonato tutto il primo disco Dell’impero delle tenebre, una chicca che nel 2007 fulminò quasi tutti. «Facciamo musica di contenuto» è uno degli slogan di Capovilla. E «narriamo la società in cui viviamo» è il filo conduttore delle sue canzoni. Di tutte però: mica solo quelle con il Teatro degli Orrori. E, se ascoltate il nuovo Better man dei suoi One Dimensional Man, l’altra band che porta avanti dagli anni Novanta, capirete perché questo genietto introverso e creativo è un tesoro che non si può far finta di nulla. PG