Benni tra affabulazione e seduzioni jazz

Lo scrittore sarà accompagnato da Rita Marcotulli e Paolo Damiani

«Di qua e di là». È questo il titolo della XVIII edizione de «I Concerti nel Parco», ospitata come di consueto nella cornice di villa Doria Pamphilj. Oggi il primo appuntamento con uno spettacolo inedito di Stefano Benni, e poi avanti fino al 28 luglio, tra concerti, teatro, letteratura e video-arte. Dunque un’alternanza continua tra tradizione e sperimentazione, classico e moderno, colto e popolare, con la finalità di coinvolgere una platea eterogenea, stratificata per gusti, età e orientamenti culturali. In cartellone tante novità, opere inedite commissionate da «I Concerti nel Parco» e realizzate in esclusiva per il Festival. Si parte con Benni, che presenta il nuovo progetto intitolato «Apparizioni», in cui, per la prima volta, sarà accompagnato dal figlio Niclas, chitarrista jazz. Con loro sul palco ci saranno Paolo Damiani al violoncello, Bebo Ferra alla chitarra e Rita Marcotulli al pianoforte. Il 4 luglio sarà la volta dell’enfant prodige del pianoforte Eleonora Armellini, mentre il 7 andrà in scena la Banda Osiris, protagonista della speciale puntata «Caterpillar Live»: la trasmissione di culto di Radio Due si trasformerà in spettacolo dal vivo, con la presenza dei due conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello e con gli ospiti David Riondino, Momo, Luca Lombroso, Maurizio Pallante e Camilla Lattanzi. Il 12 luglio l’Orchestra da Camera Roma Classica accompagnerà Rocco Filippini nel suo omaggio a Vivaldi in «Splendore barocco». Il 16 ci sarà l’attesa esibizione di uno dei pianisti più eclettici della scena internazionale, Uri Caine, con un concerto in prima assoluta intitolato «Bohemian Rhapsody»: partendo dagli standard jazz e passando per i Beatles, Caine arriverà all’«Otello» di Verdi, al «Don Giovanni» di Mozart e alla «Boheme» di Puccini, fino a quella «Bohemian Rhapsody» che rappresenta un palese omaggio al genio dei Queen. Il 19 luglio saranno di scena i Tetes de Bois insieme a Marco Paolini; il 23 l’icona del folk irlandese Kay McCarthy festeggerà i trent’anni dalla sua prima esibizione italiana in quella mitica fucina che fu il Folkstudio. In chiusura, altre due prime assolute: il piano di Andrea Padova, sospeso tra classica e jazz con «Landscape in motion» (26) e i «Canti tra cielo e terra» di Lucilla Galeazzi e Francesco De Rossi Re, alfieri della grande tradizione popolare italiana (28).