Benni-Pennac, dialogo nel segno di Melville

Nell’ambito del progetto «Face à face - Parole di Francia per scene d’Italia», il teatro Argentina ospita venerdì, sabato e domenica lo spettacolo Bartleby lo scrivano. Una storia di Wall Street di Herman Melville. Il testo è del francese Pierre Leyris. L’adattamento per il palcoscenico porta la firma di Daniel Pennac e prevede una lettura-spettacolo cui parteciperà lo stesso scrittore parigino. In occasione della performance di Pennac, Stefano Benni condurrà domani una serata nella quale protagonista sarà la parola, come naturale per due narratori del loro calibro. La parola, dunque, nel suo sviluppo che, seppur con stili differenti, li accomuna: il gusto dell’affabulazione, l’abilità del narrare, la capacità di tessere e stravolgere trame, ma anche la passione per la lettura. Stefano Benni, oltre a essere uno degli autori più amati del nostro Paese specialmente tra i giovani, è un ottimo lettore. Proprio come lettore, tra l’altro, suggerì alla Feltrinelli i romanzi di Pennac. Sono i libri, dunque, il tramite non solo per un legame letterario, ma per la nascita di un’amicizia che si rinnoverà sul palco dell’Argentina, toccando le preferenze, «classiche» e «non», dell’autore transalpino il quale, in diverse occasioni, ha anche confessato l’amore, in quanto lettore, per alcuni nostri scrittori: da Gadda a Buzzati, da Svevo a Calvino.
La storia di cui parlerà invece lo stesso Pennac agli spettatori dell’Argentina a partire da venerdì 5 è ambientata a New York, intorno al 1840. Un avvocato di Wall Street mette un annuncio su un giornale per procurarsi un nuovo scrivano. L’incontro tra i due personaggi dà luogo a un confronto inquietante, nel quale l’ordine delle cose è sconvolto dal reiterarsi del «Preferirei di no» con cui lo scrivano respinge ogni richiesta del capufficio. Il mondo del lavoro, dell’assuefazione quotidiana, del discorso, della ragione stessa entra in crisi davanti all’inerme Bartleby, un po’ Buster Keaton e un po’ scarafaggio kafkiano ante litteram, angelo sterminatore che annuncia una verità altra. Apparso nel 1853, Bartleby lo scrivano è considerato uno dei più bei racconti dell’epoca moderna, imitato, meditato e tradotto da alcuni dei massimi scrittori contemporanei come Borges, Beckett, Michel Leiris, Perec e il nostro Calvino.