Benny Golson, l’ultimo romantico che non dimentica la tradizione

È l’ultimo romantico del jazz il 78enne Benny Golson, con quel sax tenore che riparte da Lucky Thompson, Coleman Hawkins e Don Byas con disarmante limpidezza e musicalità di racconto. Ci vorrebbe un libro per riassumere la sua storia di musicista e compositore, dalle collaborazioni con Tadd Dameron e Dizzy Gillespie, da quelle con Art Blakey al Jazztet col trombettista Art Farmer. Da giovedì a sabato Golson ha tenuto sei show al Blue Note di Milano, dimostrando la fluidità del suono e l’ispirazione del racconto ritmico che si dipana dalle radici hard bop che (con lui lo splendido contrabbasso di Reggie Johnson, il liquido piano di Kirk Lightsey, la batteria di Douglas Sides). In scaletta i suoi classici: Are You Real con cui debuttò in Europa con Art Blakey nel ’58, l’incipit da brividi di I Remember Clifford, indimenticabile ricordo di Clifford Brown, Take The A-Train omaggio al duo Ellington-Strayhorn. Intanto trova il tempo per gustosi siparietti - di gesti e sguardi - con la graziosa moglie, che dal fondo della sala gli fa da musa ispiratrice.