Benservito a Bettega, la Juve perde un altro pezzo

da Torino

Fu il primo della Triade ad arrivare in casa Juve, il 25 gennaio 1994, voluto da Umberto Agnelli. Se ne va per ultimo, otto giorni prima della scadenza del contratto da consulente personale dell'amministratore delegato Jean Claude Blanc: dalle 17,59 di ieri pomeriggio Roberto Bettega non fa più parte della Juventus. «La Juventus e Roberto Bettega comunicano che nei prossimi giorni giungerà a scadenza il rapporto di collaborazione che per molto tempo è stato fonte di reciproche soddisfazioni. Bettega saluta con il cuore la Famiglia, la Juventus e i suoi tifosi, parti indimenticabili della sua vita. La Juventus lo ringrazia con sincero affetto per l'impegno e la passione con cui si è dedicato alla Società e gli augura per il futuro ogni successo».
Fine della storia. Una lunga storia d'amore iniziata da giocatore il 27 settembre 1970: Catania-Juve e il futuro Bobby-gol subito a segno. Lo avrebbe fatto altre 177 volte (meglio di lui, solo Del Piero e Boniperti) in 481 presenze: 7 scudetti, 2 coppe Italia e 1 coppa Uefa da giocatore. E da dirigente 5 scudetti (più i due revocati), 1 Champions League, 1 Intercontinentale, 1 Supercoppa europea, 4 Coppe di Lega e 1 Coppa Italia. Bettega, 56 anni, è stato la Juventus prima della Triade e anche dopo. Aveva accettato di rimanere in società con un ruolo ibrido di consulente, lui che prima di calciopoli ricopriva la carica di vice-presidente con uno stipendio superiore al milione e duecentomila euro: un po' ministro degli esteri (G14, rapporti con Fifa e Uefa), un po' consigliere di Blanc e Secco. Sempre vicino alla squadra, al punto che non era strano vederlo a Vinovo durante gli allenamenti. Si dice sognasse un reincarico ufficiale, invece è arrivato un «grazie, si accomodi» mascherato dal comunicato stampa: ha lavorato attivamente sul mercato anche in questi giorni, accolto in sede Tiago e Almiron, telefonato a mille ds. Pareva essere uscito vincitore dalla querelle con Marco Tardelli: una vittoria di Pirro. Il suo ex compagno si è dimesso dalla carica di consigliere e lui non si è visto offrire nulla. Martedì il CdA ratificherà quanto avvenuto, dopo di che si volterà pagina una volta per tutte: come direttore generale si parla di Oreste Cinquini, legato a Ranieri dai tempi della Fiorentina, ma resta in pista anche l'ipotesi Franco Baldini.