A Bentley Continental GTC lo scettro della sportività

Bruno De Prato

da Roma

Il lussuoso e potente coupé Continental GT può legittimamente essere preso a simbolo del successo di cui il marchio Bentley gode anche sotto la gestione del Gruppo Audi. Continental GT ha riscoperto la grinta del passato sportivo di Bentley che, seppure molto lontano, rimane indissolubilmente scritto nell’albo d’oro di quella che da sempre rimane la prova finale che definisce le grandi vetture GT: la 24 Ore di Le Mans, che Bentley si è aggiudicata a più riprese. Continental GT ha riproposto le virtù uniche delle Bentley della leggenda di Le Mans: prestazioni poderose, affidabilità assoluta, ma anche una classe e un comfort straordinari. E doti di guida così elevate da risultare sorprendenti in relazione alle dimensioni e, soprattutto, allo stesso eccellente comfort di cui sopra.
L’attuale Bentley Continental GT ha riunito in sé le doti di quella superba antenata in modo così eccellente da dare vita a tutta una gamma di modelli «luxury-performance». Da Continental GT sono state derivate, l’anno scorso, la berlina Continental Flying Spur e ora la cabrio Continental GTC. Lunga 4,80 metri, Continental GTC conserva sostanzialmente invariate le misure della coupé GT con cui condivide la superba meccanica, basata sul 12 cilindri 6.0 a W Audi nella speciale versione sviluppata dai tecnici Bentley che ne hanno tratto una poderosa unità sovralimentata da due turbocompressori Borg-Warner grazie ai quali sviluppa una potenza di 560 cv a 6.100 giri, con coppia massima di 650 Nm a soli 1.600 giri. Tale unità è associata a un cambio automatico ZF a 6 marce e al classico sistema di trazione integrale Audi con differenziali Torsen. Il cambio, modernissimo, è utilizzabile in modalità sia totalmente automatica che manuale-sequenziale agendo sulle levette sotto il volante. La velocità, a capote chiusa, tocca i 312 orari e scende a 306 quando si viaggia a cielo aperto. L’autotelaio è stato parzialmente riprogettato, rispetto a quello di Continental GT, in particolare nella architettura delle sospensioni posteriori, per renderle più compatte al fine di ricavare il ricettacolo per la capote ripiegata, senza penalizzare la volumetria utile del vano bagagli. Le sospensioni posteriori, inoltre, utilizzano unità oleo-pnumatiche che hanno la caratteristica di abbassare automaticamente l’assetto della vettura al superamento dei 245 orari. Prezzo base 206mila euro.