Bentornata Manzoni Ma per la metro A i disagi continuano

Ha riaperto ieri, dopo oltre un anno e mezzo di lavori, la stazione Manzoni della metropolitana, ma non finiscono certo qui i disagi e le polemiche. I passeggeri, infatti, dovranno aver pazienza fino ad aprile 2008 per riavere la linea A a pieno servizio. Almeno, è quella la data entro la quale, secondo le promesse fatte ieri dall’assessore comunale alla Mobilità, dovrebbero terminare gli annosi lavori di ammodernamento della linea A della metropolitana che costringono da tempo alla «serrata» serale della linea principale del Tube capitolino, che chiude attualmente alle 21 lasciando spazio ai bus sostitutivi. Ad aprile, invece, si tornerà all’orario normale di fine servizio: vale a dire mezzanotte il venerdì, sabato e domenica e le 23,30 negli altri giorni. Nel frattempo, promette Calamante, «cercheremo di prolungare l’orario di servizio della metro dalle 21 alle 22». Troppe promesse tutte insieme. Romani, prendete nota.
Intanto la nuova stazione (cha da ieri si chiama Manzoni-Museo della liberazione, secondo il nuovo trend che avvicina la metro ai luoghi principali della città se non di fatto almeno di nome) ha riaperto al pubblico alle 14 di ieri alla presenza, oltreché di Calamante, del sindaco di Roma Walter Veltroni, del sovrintendente archeologico Angelo Bottini e dei vertici di Atac e Met.Ro. Caratterizzata da un ambiente in cui domina il bianco, Manzoni è il prototipo di quelle che saranno le future stazioni della metro C, del prolungamento della B1 e della linea D. I servizi all’utenza sono stati ampliati, i sistemi di ventilazione potenziati, è priva di barriere architettoniche e accessibile anche ai non-vedenti, ha un moderno sistema antincendio, bagni autopulenti e una nuova segnaletica che facilita l’informazione ai passeggeri. Durante i lavori, costati circa 10 milioni di euro, sono stati scoperti resti degli accampamenti fortificati della guardia imperiale a presidio della Domus Aurea, ora visibili e valorizzati. Un aspetto sottolineato sia dal sovrintendente Bottini sia dal sindaco. «Abbiamo dimostrato - ha detto Veltroni - che si possono realizzare cose difficili, tutelando e valorizzando ciò che il ventre della nostra terra conserva».
Al di là del trionfalismo d’occasione, resta il fatto che la stazione Manzoni è stata riconsegnata alla città con quasi un anno di ritardo, come fanno notare il capogruppo di An in Campidoglio Marco Marsilio e il capogruppo di An al municipio Roma centro storico Federico Mollicone. «Non possiamo che chiedere - hanno proseguito i due esponenti di An - che vengano avviate le pratiche, per il risarcimento economico immediato per i commercianti danneggiati su viale Manzoni e via La Spezia. I commercianti, in un recente incontro in prefettura, hanno avuto soltanto una generica disponibilità a mutui agevolati, con rate a partire dal 2009. Consideriamo questa offerta un vero e proprio oltraggio, in quanto esisteva già una delibera con relativo regolamento». Marsilio e Mollicone se la prendono in particolare con l’assessore Rizzo, che ha «la responsabilità di aver bloccato la delibera del Comune che prevede gli indennizzi ai commercianti, perché sosteneva di voler migliorare il regolamento per l’erogazione dei contributi. In realtà la delibera è inapplicata da oltre un anno e non ci sono fondi stanziati in bilancio». Critico anche Vincenzo Piso, vicepresidente del consiglio comunale: «Il management di Metro - dice l’esponente di An - parla di “anello di congiunzione con la Metro C”. Ma non è previsto a San Giovanni l’incontro tra le due metropolitane? E ancora: considerando l’attuale stato di saturazione della linea A, chi scenderà dalla metro C per andare, per esempio a Termini, come farà?».