Bentornato rock’n’roll!

I Baseballs portano Lady Gaga e Katy Perry ai tempi di Happy Days

In fondo la musica è anche questo: buonumore. Tanto più se è spalmata su del sano rock’n’roll vecchio stile. Basta ascoltare il nuovo disco dei Baseballs, un gruppo di tre ragazzotti tedeschi che ha fatto scoppiare una mania già con il primo cd Strike! del 2009 e adesso ci riprova con String’n’stripes. Il segreto? Trasformare i successi del presente, quelli più pop e orecchiabili, in allegre canzoncine che avrebbero potuto essere suonate negli anni Cinquanta. “Ma non possiamo certo suonare pezzi già pubblicati in quel periodo, sono già perfetti” hanno detto l’altro giorno passando a Milano. D’altronde, se li guardate bene, con quei ciuffi e quei volti che sembrano uscire da Happy Days (ramo Potsie, mica Fonzie), vi potete già immaginare il suono dei Baseballs: chitarroso ma lieve, la voce con l’eco, i coretti e un’atmosfera da Be bop a lula che non si ferma davanti a nulla neppure a 50 Cent. “Abbiamo rielaborato la sua Candy shop, ma lui non si è neanche fatto sentire. Invece ci ha chiamato Usher per farci i complimenti”, scherzano loro. Nel disco, che è godibile e onesto e venderà forse ancor più copie (un milione) del precedente, spuntano Paparazzi di Lady Gaga e California Gurls di katy Perry e persino Tik tok di Kesha, tre canzoncine di facile beva che chiunque negli ultimi anni ha ascoltato almeno una volta. “A noi capita di farlo solo alla radio, perché compriamo musica rock’n’roll del passato, mica quella di oggi, anche se ovviamente conosciamo bene Michael Bublé e Paolo Nutini (e ci credo sono della loro stessa casa discografica, la Warner” – nda). Insomma, sono una band “fatta in casa” che suona “musica fatta a mano” e che sa fare ciò che a molti altri ormai non riesce più: riderci su. Ad esempio, se uno gli chiede perché tra tutti i brani disponibili hanno scelto proprio l’inutile Quit playing games dei Backstreet Boys, la risposta non bada a spese: “Ma i Backstreet Boys mica ci piacciono: è stata solo una rivincita delle frustrazioni patite quando eravamo al liceo e tutti li ascoltavano tranne noi: ai nostri compagni i Backstreet Boys, a noi Bo Diddley (un eroe del rock’n’roll – ndr). Non era giusto. Così ci siamo vendicati”. Ma alla fine, per capirli meglio, basta una sola battuta: “Il miglior rocker italiano? Adriano Celentano”. Ecco, se prendete quel giovanissimo milanese dinoccolato che si fece vedere per la prima volta al Festival del rock’n’roll di Milano nel 1957, allora sì: i Baseballs sono quella roba lì, rock’n’roll divertente. E senza pretese (e che male c’è)

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