Benvenuti al Festival del 2006 pochi ospiti e nessun brivido

Paolo Giordano

nostro inviato a Sanremo

Benvenuti, sta per iniziare il Festival di Sanremo più normale che ci sia: volti distesi, sorrisi pasciuti, zero polemiche ma anche zero ospiti, tutto infagottato in scaletta apposta per non vedere l’effetto che fa. Zzzz! «È l’Olimpiade della canzone, ma non ho mai visto una vigilia così tranquilla», rassicura il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. E allora per forza Giorgio Panariello in giacca scura e abbronzatura rivierasca ieri mattina ha debuttato rilassatissimo in sala stampa, scortato dalle quattro top damigelle (le indossatrici Marta Cecchetto, Claudia Cedro, Vanessa Hassler e Francesca Lancini), dalla «mamma che tutti gli italiani vorrebbero» - Ilary Blasi – e dal «pinocchietto del Festival» – Victoria Cabello –, allora Panariello era rilassatissimo perché in fondo gli toccava solo di abbassare i toni già bassi di questa vigilia. Zzzz! Insomma, per scelta o per necessità l’obiettivo è italianizzare il Festival tanto che qualcuno, preso dall’entusiasmo, addirittura ha italianizzato pure la Blasi chiamandola Ilaria.
E dunque l’unico preoccupato è Dante Ferretti che difatti è «impaurito» perché qui all’Ariston si gioca un po’ della sua fama di premio Oscar con una scenografia che Panariello esagera definendo “felliniana” ma che è pure questa normalizzata: sul palco è arrivata una gigantesca chiave musicale ed è sparita l’orchestra, che suonerà compostissima nella buca. Luci tranquille, niente scalinata da Wanda Osiris, nessuna trappola spettacolare. Persino Del Noce esulta per l’eliminazione di ogni ansia per gli ascolti televisivi: «Abbiamo completato un altro ciclo, finalmente ora Mediaset fa piena controprogrammazione e io sono sempre stato favorevole». D’altronde, così a occhio e croce, non ci sarà da preoccuparsi molto: Panariello dice di essere «realista» e quindi non si aspetta share esaltanti. Diciamo che la sua frase perfetta è: «Spero di mantenermi su di un ascolto buono». Per premiarlo, stasera arriverà John Travolta, che peraltro non è nuovo visto che pochi mesi fa ha fatto la sua bella comparsata a C’è posta per te. «Italianizzerò anche lui» conferma Panariello, che stasera aspetterà che Noa finisca di cantare con Carlo Fava per «sapere che cosa è per lui l’Italia». Caspita. Forse anche per questo ieri l’organizzazione del Festival era col respiro corto alla ricerca di un altro hollywoodiano da gettare sul palco martedì sera. Due i nomi, con probabilità molto basse: Hilary Swank, che ogni tre per due annuncia di voler venire in Italia, e Gwyneth Paltrow, che in Italia avrebbe da obbedire anche a vincoli pubblicitari. D’altronde, come spiega Panariello, «non sono Bonolis che può intervistare Tyson. Io non posso avere un ospite con il quale basta fare uno sketch e via. Anzi, voglio dare un senso ai miei ospiti e proprio questo mi ha fregato: tutti quelli che volevo o erano impegnati con le Olimpiadi o con gli Oscar». Allora non gli rimane che fare l’autarchico, minacciare sorprese ma disperarsi che a Sanremo non arrivino né Renato Zero né Claudio Baglioni (che ancora ieri era in ballo per improvvisare una canzone con Verdone, Muccino e Pieraccioni) e minacciare un monologo sulla italianissima par condicio: «Ne parlerò martedì. Mi immaginerò un mondo tutto disciplinato dalla par condicio». E mentre lo diceva, Del Noce seduto alla sua destra sorrideva sereno, ben sapendo che anche quello sarà in linea con questo festival. Italianizzato. Rigorosissimo. E benvenuti: stasera si comincia, ma guai ad aspettarsi un brividino più del normale.