Benvenuti: «A Marconi servono più controlli. Violenze e minacce troppo spesso impunite»

Ancora polemiche per gli episodi di violenza che stanno contraddistinguendo la campagna elettorale per le amministrative. Ieri il presidente della Provincia Enrico Gasbarra ha espresso solidarietà al capogruppo provinciale di An Giorgio Benvenuti. In una lunga telefonata con Benvenuti, Gasbarra si è informato delle sue condizioni mediche e di quelle dell’altro aggredito Fabio Ficosecco. Il presidente della Provincia ha auspicato «che il prefetto Serra e le forze dell’ordine individuino i responsabili e creino tutte le condizioni per consentire a chiunque di esprimere idee, proposte e posizioni politiche in piena libertà e senza subire violenze e intimidazioni». Intanto lo stesso Benevenuti ha ricostruito ieri l’aggressione: «Sabato sera - ha raccontato - mentre stavo spiegando ai cittadini la battaglia di An a favore dei residenti, degli ambulanti regolari e dei commercianti contro l’abusivismo irregolare esistente sui marciapiedi del quartiere, in piazza Enrico Fermi sono stato raggiunto da un gruppo di circa 20 persone che hanno iniziato a minacciarmi, distruggendomi il megafono, facendomi allontanare dalla piazza e mentre giungevo nei pressi del circolo di An Marconi, in via Giovanni Aldini mi hanno colpito.
«Hanno terminato il raid contro il presidente di Azione Giovani Marconi, Fabio Ficosecco, che era insieme a me colpendolo ripetutamente - ha aggiunto Benvenuti -. Siamo stati trasportati al San Camillo dove mi hanno riscontrato un fortissimo trauma al volto con lesioni dei tessuti in sede mascellare e mandibolare, contusioni al gomito e alla spalla, con una prognosi di 15 giorni, mentre Ficosecco ha riportato la frattura del setto nasale e dovrà subire un intervento chirurgico. Ho più volte chiesto al prefetto di Roma - ha ricordato l’esponente di An - maggior controllo della zona e protezione, senza ricevere alcuna risposta. Ritengo che le istituzioni mi debbano dare la possibilità di svolgere la mia attività politica e istituzionale, senza incorrere in rischi o minacce continue. Ritengo che l’incolumità fisica di un esponente politico democraticamente eletto dai cittadini - ha concluso Benvenuti - debba essere garantita».