«Benvenuti nella città dei sette golli»

da Roma

Benvenuti nella città dei sette «golli». No, non è un errore di stampa. Ma una delle tante trovate che da martedì sera intasano i telefonini dei tifosi giallorossi. Mittenti gli amici (amici?) laziali, juventini, interisti o semplicemente sadici, scatenati dopo la caporetto di Manchester. Destino gramo ma ineluttabile, in una città nella quale i risultati calcistici disegnano umori e gerarchie umane come forse non accade altrove. Ed ecco quindi la disfatta di Totti e compagnia in terra d’Albione diventare una chanson de geste al contrario, che per tutta la giornata di ieri ha nutrito i discorsi nei bar, negli uffici, alla posta. E chissà quanti tifosi della «maggica» hanno saputo stare al gioco come l’attore Claudio Amendola, che in un filmino amatoriale ma autentico girato in un ristorante martedì sera ride (di un riso un po’ forzato) quando si vede portare a fine pasto da un cameriere sette pere (video scaricabile alla pagina http://www.mytv.it/Clip.aspx?key=A07CDE07C12A1621).
Come sempre in questi casi i riferimenti sono infiniti. C’è quello da cinefilo («il film preferito a Trigoria? Seven») e quello televisivo («l’anno prossimo le partite europee della Roma saranno trasmesse su La7»), c’è quello ecclesiastico («il Papa ha deciso: non sarà più vescovo di Roma ma vescovo del Lazio») e quello analcolico («ora i giallorossi berranno solo Seven Up»). Il più preso di mira è capitan Totti. Qualche spiritoso lo invita perfino a prendere lezioni di inglese («Lesson two: goal is now! Ripetere sette volte ad alta voce»). E gli attacchi ai poveri romanisti inermi arrivano anche da personaggi insospettati. Come il toscano Roberto Benigni, che ieri in Campidoglio per presentare il suo spettacolo «Tutto Dante» non ha perso l’occasione per girare il coltello nella piaga. «Perdere 7-1? Un segno di alta generosità. Anche in questo si evidenzia la grandezza di Roma. L’abbiamo conquistata la Britannia? Adesso accontentiamoli». Vicino a lui il sindaco Walter Veltroni sorrideva. Facile per lui, che è juventino. Questo mentre in Borsa il titolo della Roma è sprofondato perdendo il 6,25%. In fondo, rispetto al 7-1 è un lusso.