Benvenuti al Nord, ma i più "buoni"sono sempre del Sud

Bisio è protagonista di un altro film che va sul sicuro giocando sui luoghi comuni. Senza tanto coraggio

Roma Non è trascorso nemmeno un anno mezzo dal successo clamoroso di Benvenuti al Sud, con i suoi 30 milioni di euro d’incasso, che arriva di corsa - mercoledì prossimo, pure in anticipo sul week-end - in più di 800 schermi il seguito Benvenuti al Nord. I produttori Medusa e Cattleya, insieme al regista Luca Miniero e allo sceneggiatore Fabio Bonifacci (bolognese subentrato - pare anche lui di corsa dopo una prima stesura non soddisfacente con nuovi personaggi - al napoletano Massimo Gaudioso), ce l’hanno messa tutta per tentare di fare il bis.

Confezionando a tempo di record un film che ora ricorda solo lontanamente l’originale francese da cui tutto è partito (Giù al Nord di Danny Boon) ma in cui ritroviamo tutti i personaggi che animavano lo splendido paesino campano di Castellabate nel cui ufficio postale locale era stato trasferito da Milano un incredulo Claudio Bisio alias Alberto. Ora tocca invece al suo collega e sodale Alessandro Siani nei panni di Mattia fare il percorso inverso, lasciando tra i pianti i «frugali» pasti di mamma a base di megamozzarella di bufala e sbarcando nella Milano più attuale, quella con l’Expo sullo sfondo e la sezione del partito Nord Libero - Föra di ball (con il cane mascotte che indossa la maglia dell'Inter e di nome fa Giussano), ma con tutti i luoghi più comuni che fanno parte dell'immaginario collettivo fin da Totò, Peppino e... la malafemmina, citato e omaggiato con l'arrivo a Milano dei «terroni» con tanto di moka gigante.

Così se i compaesani alla notizia della dipartita del postino Mattia commentano con un «che brutta morte», un collega gli regala un giubbotto con i fendinebbia per non essere investito. Gag che fa il verso a quella del primo episodio con Bisio che scende al Sud col giubbotto antiproiettili. Perché in fondo Benvenuti al Nord vuole giocare sul sicuro e, più che un sequel, pare proprio un remake del remake, in cui ritroviamo spesso le stesse situazioni, invertite, dell’originale.

«Ma qui in più - spiega il regista che ha appena pubblicato per Rizzoli Napoli-Milano da casello a casello - c’è il tipico senso d’inadeguatezza, il complesso d’inferiorità - spesso comico - del meridionale che emigra al Nord in una Milano che sotto la fredda realtà produttiva nasconde anche un calore inaspettato». Claudio Bisio, incontrando l’altro giorno la stampa, ha confessato: «Questo film è la summa della mia carriera, di tutto quello che mi piace fare al cinema. Si tratta di una commedia intelligente, scritta bene e molto divertente». Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Siani: «Grazie a questo film abbiamo avuto la possibilità di fondere risate e sentimento perché non volevamo una commedia volgare o troppo grottesca. Ciò che portiamo noi dal Sud al Nord, e viceversa, è l’umanità dei personaggi».
Ma la commedia diretta da Luca Miniero, che qualche anno fa lavorava solo in tandem registico con Paolo Genovese, gioca le sue carte comiche anche con il classico intreccio delle coppie scoppiate e dei loro equivoci.

Così Maria (una Valentina Lodovini in gran forma), è in rotta con Mattia/Siani, perché lui non vuole aprire un mutuo per comprare una nuova casa (vivono ancora con mammà) neanche ora che hanno avuto il piccolo Edinson (come il calciatore del Napoli Cavani). Al Nord Silvia (Angela Finocchiaro che si concede - con un trucco e un’interpretazione strepitosi - anche nel ruolo esilarante della sua stessa madre) è alle strette con Alberto/Bisio perché lui pensa solo a lavorare mentre a lei piacerebbe tanto fare i week-end tipici dei milanesi fuori città, in una casetta in montagna. Peccato che Alberto sia impegnato per un anno - sabati compresi - nel progetto sperimentale delle Poste, ben esemplificato dall’acronimo E.r.p.e.s. (efficienza, rapidità, puntualità, energia, sorriso), pilotato dal manager Palmisan, interpretato in stile Marchionne da Paolo Rossi.

Rivela il comico: «In realtà volevo fare Brunetta e invece è uscito Marchionne che, se avete notato bene, da quando è apparso il trailer del film ha cambiato completamente look, ora ha la barba». A chiudere il film c’è Emma Marrone (vincitrice nel 2010 di "Amici") che nel lungo piano sequenza dei titoli di coda interpreta il classico Volare di Modugno, mentre spuntano Bisio e Siani con la sceneggiatura di Benvenuti a Est. Tranquilli però, pare che sia solo uno scherzo.