Benvenuti (An): «Più controlli e più severità»

Le ultime imprese dei piromani hanno suscitato reazioni anche a livello politico. «Al di là delle parole sempre rassicuranti del sindaco di Roma, oggi ci troviamo a dover vivere in una città dove, oltre tutti i vari disagi, vi è anche il pericolo dell’auto distrutta», ha dichiarato il capogruppo di Alleanza nazionale alla Provincia di Roma, Piergiorgio Benvenuti.
«Anni fa il Circolo Territoriale An in zona Marconi è rimasto aperto giorno e notte perché un piromane minacciava la sicurezza di automobili nella zona», ha ricordato Benvenuti, che comunque ritiene difficile applicare di nuovo l’esperienza delle ronde di cittadini attivi, a causa dell’estensione della zona d’operazioni dei piromani. «Una soluzione deve essere assunta ed immediatamente - chiede quindi l’esponente di An - con maggiori controlli nelle ore notturne da parte delle forze dell’ordine, l’individuazione di gruppi o soggetti dediti ad azioni di teppismo e l’applicazione di pene più severe nel momento dell’arresto dei colpevoli».
Un appello che trova una sponda in Fabrizio Santori, consigliere di An del XVI Municipio, il quale punta il dito contro la scarsa illuminazione di alcuni punti della città. «In questi mesi la maggior parte delle incursioni dei piromani sono state effettuate in quelle vie nascoste e poco illuminate della capitale» si legge in una nota. Il comunicato prosegue: «Molto spesso interi quartieri rimangono al buio per lunghe settimane, alcune vie non sono dotate di lampioni. Monteverde è stata colpita pochi giorni fa in via Toscani dove a ottobre i residenti, sostenuti da Alleanza nazionale e delusi dall’amministrazione comunale, si sono riuniti in comitato per protestare contro la mancata acquisizione della via al patrimonio pubblico che eliminerebbe il degrado della via ma soprattutto aumenterebbe quell’illuminazione carente che ha facilitato l’assalto dei piromani».
Per questo motivo, conclude Santori, «obbligheremo il sindaco a prevenire l’illegalità illuminando le vie che ancora costringono i residenti a tornare a casa con la paura di essere aggrediti e la notte a dormire sonni poco tranquilli».