Benvenuti in Toscana dove anche gli stranieri si sentono a casa

Domani con «il Giornale» il secondo volume del National Geographic dedicato ai luoghi più belli e alla storia più suggestiva delle regioni italiane

da Firenze

La Toscana è anche uno stato d’animo. Quel particolare sentimento che fa sentire a casa gli stranieri di ogni parte del mondo ed «etruschi» i toscani anche se da decenni lontani da casa. È un equilibrio tra natura, arte, cultura e vivibilità che quasi per miracolo resiste. Sono i mille «campanili» che hanno fatto la sua storia, i tanti musei a cielo aperto che rendono uniche Firenze, Siena, Pisa, Lucca, ma anche tanti piccoli centri. È un microcosmo tra mare e montagna che riserva sempre sorprese (ad iniziare dal cibo).
Ognuno può scegliere la propria Toscana, salvo poi mescolarle e ricominciare da capo. Il viaggio nell’arte non può che partire da Firenze, capitale del Rinascimento, città dove il panorama è ancora segnato dal suo massimo simbolo sacro, la cupola del Brunelleschi, e dal quello civile, la torre di Palazzo Vecchio. Gli Uffizi, il primo museo pensato per essere aperto al pubblico, la donazione forse più significativa dei Medici alla loro città, ed il Ponte Vecchio collegano le due rive del fiume, disegnano gli itinerari «obbligati» dei turisti. Itinerari che vedono l’Accademia che custodisce il David di Michelangelo accanto alla gita in auto o pullman a piazzale Michelangelo. Oggi in pochi si concedono il tempo necessario per Palazzo Pitti, per il Giardino di Boboli, per Forte Belvedere (aperto solo grazie ai soldi degli albergatori, il Comune non riesce a trovare i 100mila euro l’anno necessari...), per il gioiello del romanico dell’abbazia di San Miniato o per la cappella Brancacci, cuore dell’Oltrarno e capolavoro di Masaccio. Ancora meno conoscono la stessa esistenza di musei che farebbero da soli la fortuna di altre città come lo Stibbert, o si ricordano di andare in Santa Croce a meditare davanti ai «sepolcri» cantati dal Foscolo e in San Marco per ammirare gli affreschi del Beato Angelico. Spesso ignorati sono anche i musei scientifici, dalla Specola al museo della scienza dove sono conservati anche i cannocchiali di Galileo, le ville medicee, la Certosa del Galluzzo, ma l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Firenze non è una, è molteplice, come Siena - non fermatevi solo in piazza del Campo - o Lucca. L’armonia di piazza dei Miracoli a Pisa ha echi nelle torri e nelle pietre di San Gimignano, così diverse ma così legate al territorio, quasi «pensate» prima che costruite come Pienza, e nei tanti borghi. La natura della Toscana è nell’immaginario collettivo per le colline, per i filari di cipressi o viti, per le lunghe spiagge e i tanti boschi. Chi cerca un’oasi dalla stress ha solo l’imbarazzo della scelta. Appena fuori da ogni città o paese, la natura riconquista il suo posto, il verde torna dominante: le strade conducono verso campagna, mare, colline, montagne. La mezzadria ha avuto un ruolo decisivo nella conservazione di ogni singola particella del territorio e all’antica saggezza si è aggiunta la recente moltiplicazione degli agriturismi, il turismo in bicicletta, gli itinerari del gusto o del vino. Chi ama il mare può scegliere tra Maremma e Versilia e isole, per la montagna l’Appennino offre sport e ambienti incontaminati da nord a sud, dall’Abetone all’Amiata. Il volto più antico della Toscana è la Lunigiana, il profondo senese, le foreste del parco del Casentino, ma anche le terme di Saturnia o le grotte frequentate dagli speleologi nelle Apuane. Nei fiumi non si può quasi più fare il bagno, come in molte altre regioni, ma questa è una delle poche facce negative di una regione che del rapporto con la natura fa uno delle sue caratteristiche storiche.