«Benvenuto capolista della Quercia in città? Se spera nei voti dei socialisti perde tempo»

«Giorgio Benvenuto capolista della Quercia milanese? Che cosa sperano, di convincere l’elettorato laico, riformista e socialista? Tempo perso». Stefania Craxi ne è certa: l’ex segretario della Uil non conquista i voti di quel mondo consapevole che «i comunisti sono stati il motore politico di quell’infamia chiamata tangentopoli, tant’è che candidano pure Gerardo D’Ambrosio, il capo di quel pool».
Tentativo destinato dunque a naufragare quello di scippare voti facendo guidare la lista a chi, nel 1983, era segretario del Psi...
«Certamente sì perché i Ds ancora oggi fanno uso della menzogna sistematica rispetto al passato e mostrano di usare la violenza giudiziaria e finanziaria per abbattere gli avversari. Metodi che quella foglia di fico rappresentata da Benvenuto non può nascondere. È evidente cioè che è solo l’ennesimo miserabile tentativo di usurpazione di un’eredità socialista».
Anche Carlo Fontana, ex sovrintendente della Scala, è in lista...
«Se non si sente in imbarazzo lui, non ho altro da dire. Anzi, no, posso porre una domanda?».
Prego.
«Mi diano, Benvenuto e Fontana, un motivo per cui i socialisti dovrebbero votarli. Mio padre mi ha insegnato chi sono gli amici e per questo conduco una battaglia per svelare al Paese di che pasta è fatta questa sinistra post-comunista. Bettino Craxi mi ha insegnato cosa significa essere una persona libera e per questo non sto insieme a questa sinistra che seppellisce il riformismo sotto un cumulo di infamie».
Sinistra post-comunista che a fianco di Benvenuto e Fontana piazza pure un ex magistrato come D’Ambrosio.
«Già, il saldo del conto. Come si può guardare avanti se si premiano i responsabili di una storia che ha devastato l’Italia? Sia chiaro: non esiste in Italia una questione socialista ma una questione Craxi. Questa è la battaglia che combatto senza paura, come mio padre mi ha insegnato».
È questo il motivo che la spinge quindi a candidarsi contro l’ex procuratore della Repubblica di Milano?
«Ci terrei molto perché Milano è la città di Bettino Craxi, quella dove fu eletto deputato per la prima volta nel 1968. Mi ricordo che io gli facevo campagna elettorale tornando da scuola, con i volantini nello zainetto».