Benvenuto a chi entra tra i razzisti da sinistra

Leggo con stupore, io uomo di destra da sempre che della legge e dell’ordine nel rispetto dell’individuo ho sempre fatto una battaglia di civiltà, la lettera di una ragazza che si definisce di sinistra da sempre, e da sempre non razzista. La lettera in questione riporta uno spiacevole episodio di umiliante violenza morale: una pacca assestata sul sedere della giovane, da parte di un ragazzo extracomunitario.
Io che sono sempre stato definito razzista perché sostengo fermezza nei confronti di quegli extracomunitari irregolari - e sottolineo irregolari -, che nel nostro paese si comportano come meglio (o forse peggio) credono, nella violazione sistematica delle regole che normano la convivenza civile, non posso che dare la mia solidarietà a questa ragazza di sinistra e non razzista.
Nella stessa lettera si intuisce tuttavia un certo pentimento per questa posizione di tolleranza e pietismo nei confronti di queste persone, posizione ostentata da sempre dalla sinistra fintamente solidarista e poco coerente con le scelte fatte quando era al Governo del nostro paese; infatti oggi essa si oppone alla costruzione e messa in opera dei Cpt (Centri di Permanenza Temporanea atti ad ospitare gli extracomunitari irregolari in attesa di espulsione) con dodici Presidenti di Regione italiani, tutti di centro-sinistra - tra i quali il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, con in testa il Presidente della Puglia Nichi Vendola - che definiscono lager i Centri stessi. Ricordo che questi Centri hanno visto la loro definizione nella legge Turco - Napolitano, durante il Governo Nazionale di centrosinistra e sono stati ripresi dalla Bossi - Fini. Adesso la sinistra li rinnega? È forse il pagamento di una cambiale in bianco a Rifondazione Comunista che da sempre avversa queste politiche della sicurezza del territorio? Dove sta la coerenza di una classe dirigente alla quale si chiede di assumere posizioni in difesa del popolo italiano e di mantenerle nel tempo senza modificarle come banderuole al vento?
È singolare che una persona che si dice di sinistra si spinga su posizioni al limite della xenofobia solo nel momento in cui prova sulla propria pelle che cosa significhi il non rispetto delle leggi da parte di altre persone, in questo caso straniere. Non è forse meglio prevenire che curare? Nella lettera la ragazza chiede ai politici di applicare le leggi: a questo riguardo vorrei ricordarle che le leggi vengono fatte dai politici in Parlamento e vengono applicate dai magistrati nelle aule dei Tribunali. Sembra però che ci sia una forma di «obiezione di coscienza» al limite della regolarità da parte di alcuni magistrati quando si tratta di applicare la legge Bossi - Fini.
Invio questa mia riflessione per sensibilizzare i Vostri lettori sulle tematiche della sicurezza e del rispetto delle leggi dichiarando peraltro il mio assoluto rispetto agli extracomunitari regolari che nel nostro paese vogliono vivere ed integrarsi.
Capogruppo An
Circ. VIII Medio Levante