Il benvenuto di Al Qaida a Brown. Appello del premier: "Siate vigili"

Per la stampa britannica è "il battesimo di fuoco" del governo. I terroristi islamici avevano avvertito: la città sarà bombardata

Lo aveva detto alla vigilia del suo addio Tony Blair, dalle pagine dell’Economist: «La sfida del terrorismo è politica». Se il ritrovamento di ieri delle due autobomba fosse davvero - come sembra - l’ennesimo tentativo dei terroristi islamici di colpire un Paese occidentale, la sfida aperta e diretta degli integralisti potrebbe avere avuto il chiaro intento di toccare il cuore della politica britannica con una tempistica degna dei migliori architetti del terrore. Due anni fa, nel luglio del 2005, gli estremisti islamici colpirono Londra mentre a Gleneagles, in Scozia, i principali leader internazionali erano riuniti nel primo giorno del vertice del G8.
Ieri il ritrovamento delle due Mercedes, entrambe cariche di esplosivo, a pochi passi da alcuni dei luoghi più simbolici di Londra, nell’ombelico della metropoli, «è stato il benvenuto di Al Qaida» al neopremier Gordon Brown e alla sua squadra di governo. Così il Telegraph, a poche ore dalla notizia, interpretava l’allarme scoppiato all’alba di venerdì nella città capitale del multiculturalismo. Di certo per Gordon Brown, l’ex cancelliere dello Scacchiere che sul tema del terrorismo e della minaccia islamica ha sempre tenuto un basso profilo, quello di ieri - come lo hanno definito all’unanimità i media britannici - è stato un «battesimo di fuoco». E lo è stato soprattutto per il ministro degli Interni, Jacqui Smith, che dopo nemmeno ventiquattr’ore dal suo insediamento (prima donna a occupare il dicastero nella storia del Regno Unito) è stata svegliata all’alba dai servizi di sicurezza e ha dovuto presiedere la riunione del Cobra, il comitato governativo per la gestione delle emergenze.
«Questo incidente ci ricorda che dobbiamo sempre essere vigili e che la gente deve stare all’erta», ha detto Gordon Brown. «Il primo dovere del governo è la sicurezza dei cittadini (...) e stiamo affrontando continue e serie minacce alla sicurezza del nostro Paese». D’altra parte, poche ore prima della scoperta del primo ordigno, un sito web spesso utilizzato dai terroristi aveva avvertito: «Londra sarà bombardata».
Di fronte alla minaccia «seria e persistente» del terrorismo, Brown ha lanciato un appello ai cittadini inglesi: «Siate vigili, allertate senza indugi la polizia appena vi imbattete in qualcosa di sospetto». Un’esortazione che è anche il segnale di un clima teso e guardingo che in questi giorni, come nelle ultime tre estati londinesi, si respira nella metropoli e nell’intero Regno Unito. Dopo il 7 e 21 luglio del 2005, anche lo scorso anno - era agosto - Londra sventò la cosiddetta «strage dei cieli», il cui piano prevedeva l’esplosione di dieci velivoli diretti negli Stati Uniti. «Con il mio governo - ha aggiunto Brown - sottolineerò come si debba mantenere la sorveglianza anche per i giorni a venire».
I commentatori inglesi hanno pochi dubbi: quello di ieri è stato un avvertimento al nuovo governo. «Riteniamo che dietro allo sventato attacco ci sia l’intenzione di testare il nuovo governo - ha scritto Philip Webster, editorialista del Times -. E il governo dovrà dimostrare di avere una macchina pronta a reagire a quanto accaduto».
Proprio tre settimane fa, quando la successione a Tony Blair era ormai cosa certa, lo stesso Brown aveva promesso che il suo esecutivo sarebbe stato altrettanto inflessibile di quello del suo predecessore di fronte all’emergenza terroristica e aveva promesso - dopo le proteste delle organizzazioni per i diritti civili - di trovare il giusto equilibrio per non «mettere a rischio la tradizione britannica di difesa delle libertà civili». Prima di lui, alla vigilia della sua uscita di scena, Tony Blair aveva preparato un pacchetto di nuove misure antiterrorismo, provvedimenti speciali che consentirebbero alla polizia di trattenere i sospetti fino a novanta giorni, contro i 28 attualmente previsti. Una strada che Brown ha promesso di seguire, cercando di aumentare entro l’autunno anche il budget destinato alla sicurezza, finora fissato a due miliardi di sterline.
La strada tracciata da Blair, insomma, sembra ormai un percorso obbligato anche per i suoi successori. Prima di lasciare l’incarico, l’allora primo ministro aveva ripetutamente ricordato che la sfida principale delle democrazie moderne era quella del terrorismo e aveva esortato l’Occidente «a resistere sui suoi valori, ad essere fiero di essi e a difenderli con convinzione».