Il «benvenuto» a Saviano con una scia di corvi uccisi

Napoli Una scia lunga circa un chilometro, lungo la quale, ignoti hanno disseminato una ventina di corvi e cornacchie. I volatili, per gli scaramantici, simbolo del malaugurio, erano stati uccisi, poi congelati e, successivamente, abbandonati a Sabaudia (Latina), davanti alle ville dei vip che vanno a trascorrere le loro vacanze dorate nella cittadina pontina. Il macabro messaggio però aveva come unico destinatario. Un vip anche lui: lo scrittore Roberto Saviano, da tempo finito nel mirino della camorra. Per gli inquirenti non ci sono dubbi, come riferisce il sito Dagospia,: le cornacchie sono un messaggio mafioso inviato a Saviano.
È stata la Guardia forestale di Sabaudia a fare la macabra scoperta. Successivamente sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Latina ad avviare le indagini sugli autori della strage di corvi e sui motivi del messaggio lanciato allo scrittore casertano. I militari stanno visionando i nastri delle numerose telecamere a circuito chiuso impiantate a protezione delle ville superlussuose della cittadina fondata dal Fascismo. In caserma sono stati interrogati anche i proprietari e il personale che lavora nelle ville per verificare se qualcuno abbia notato qualcuno nella notte tra il 24 ed il 25 agosto scorso mentre seminava le cornacchie sull'asfalto.
La Forestale ritiene che gli animali siano stati uccisi per avvelenamento e poi congelati. Sulle carcasse, infatti, non c'erano ferite, nè provocate da proiettili, nè da coltellate. Da escludere che il massacro dei volatili possa essere stato provocato dalla mano di persone in vena di goliardate, «la goliardia è un'altra cosa», spiega un abitante di una delle ville.
«Saviano era appena arrivato, anche se la sua presenza qui doveva restare segreta», dice un investigatore.