Il benvenuto di Schifani

RomaIl presidente del Senato, Renato Schifani, ha inviato un lungo messaggio di saluto al presidente di Ucina in occasione dell’Assemblea generale della Nautica. Ecco di seguito i passaggi più significativi
«È con particolare piacere - recita il documento - che do il benvenuto alla nautica italiana che oggi, per la prima volta, celebra in Senato l’Assemblea nazionale. Vuole essere un segnale di attenzione per questo comparto che sappiamo essere la quinta forza dell’export del Paese e che fa onore all’Italia in tutto il mondo. Pur non sapendo quando riprenderà una crescita stabile e duratura in Europa, le previsioni lasciano intravedere importanti opportunità per il made in Italy».
Schifani indica quindi la strada per superare i momenti di crisi: «Abbiamo dunque bisogno - scrive ancora il presidente del Senato - della forte collaborazione tra lo Stato, le aziende e le forze sociali, per sfruttare l’inventiva e il dinamismo dei nostri imprenditori e il valore delle nostre maestranze, vero capitale dell’Italia. Sono convinto che tutto questo ci consentirà di mutare questa sfida in una preziosa opportunità, in particolare nel caso di un comparto come il vostro, che rappresenta un’area di eccellenza che sfida i mercati mondiali e non ha cessato di scommettere su una ripresa diffusa dell’economia. Da troppo tempo l’impresa subisce un costo aggiuntivo imprevedibile dovuto alla lentezza della burocrazia, su cui però si sta lavorando nel tentativo di vincere vecchie resistenze, e alcune norme proprio all’esame del Senato riguardano specificatamente il vostro settore. Anche il piano per la semplificazione amministrativa 2010-2012 si pone l’obiettivo di ridurre in un triennio i costi gravanti sulle aziende del 25%, semplificando in particolare le procedure per le piccole e medie imprese. Lo Stato ha infine difeso il lavoro - pur nei limiti delle ristrettezze di bilancio - con provvedimenti straordinari di sostegno, ma - conclude la seconda carica dello Stato - come ho avuto modo di dire in altra occasione, la cultura del fare e del saper fare è, e sarà, la rete che sorreggerà il destino del Paese».