Benzi si dimette, Limoncini no

Bilancio approvato, auguroni di buon Natale e un consigliere in meno ieri in Provincia. L'ex capogruppo della Federazione della sinistra, Alessandro Benzi, che siede in Provincia da ben 17 anni, ha comunicato la sua decisione di dimissioni dall'incarico che saranno formalizzate a gennaio. Benzi fino a ieri aveva il doppio incarico perché, nei mesi scorsi, era stato eletto consigliere in Regione.
«Ritengo incompatibile occupare due poltrone - ha spiegato il consigliere di rifondazione - finora non avevo presentato le dimissioni perché me lo aveva chiesto il partito. Il gruppo ha sfidato il presidente Repetto a smentire qualsiasi trattativa sotterranea o compensazione in consigli di amministrazione, come la Fondazione Carige o la Mediaterraneo, per l'ex assessore Devoto. La nostra scelta di autosospenderci dalla maggioranza e la futura decisione che dovrà essere presa dal tavolo del partito nei prossimi giorni, anche per quanto riguarda il Comune e la Regione, non è subordinata a nessuna poltrona».
Il seggio di Benzi spetterebbe all'assessore comunale Pdci Bruno Pastorino che risulta il primo dei non eletti. Se Pastorino dovesse rinunciare, allora siederebbe in consiglio il segretario di Rifondazione Paolo Scartabelli, secondo dei non eletti.
Ieri in consiglio qualcuno si aspettava analoga decisione anche da parte del «fuoruscito» della Lega Nord Marco Limoncini, pure lui eletto nei mesi scorsi nell'assemblea regionale, ma con una grossa differenza rispetto al compagno Benzi. Limoncini aveva litigato con alcuni rappresentanti dei vertici leghisti ed era passato all'Udc lasciando senza rappresentante il partito del Senatùr. Se si pensa che la Lega Nord, nel nostro territorio, viaggia a oltre il 5 per cento di consensi, quella scelta di rimanere attaccati anche alla poltrona di Palazzo Spinola appare discutibile. Inoltre, è diventata incoerente, considerato che l'Udc da qualche settimana è passata alla maggioranza di centrosinistra a guida Pd.
Dalle girandole di poltrone e manovre di Palazzo alle concrete alchimie di bilancio. La Provincia ha approvato il rendiconto di previsione per il 2011 e il triennale 2011-2013 con tutti i voti della sinistra e dell'Udc, Rifondazione compresa. Il centrodestra ha votato compatto contro il documento. Il bilancio 2011 ammonta complessivamente a 200 milioni, 45 in meno rispetto a quelli dell'anno scorso. Durante la discussione il capogruppo arancione Massimo Pernigotti ha spiegato perché ha votato contro e ha protestato per la recente decisione di ricorrere in appello avverso alle decisioni, favorevoli ai residenti, dei giudici di pace sull'annosa questione die passi carrabile a raso senza cartello di divieto: «che sono sottoposti a gabelle, mentre non dovrebbero esserlo, come per altro ha stabilito anche il difensore civico provinciale».
A fine della sessione consiliare, il presidente Repetto si è complimentato con Benzi «per l'ottimo lavoro svolto» ma ha confermato la sua «coerente» linea politica di allargamento all'Udc con un programma finalizzato a favorire i giovani, la famiglia, i servizi sociali e le fasce più deboli.