Benzina alle stelle, Scajola: "Riforma pronta"

I prezzi dei carburanti salgono ancora alla vigilia del fine settimana di Pasqua: la verde è a 1,422 euro, il gasolio sfiora l’1,25. Il ministro Scajola: "Azzerareremo lo stacco speculativo sul prezzo industriale con l'Ue". Saglia rilancia le liberalizzazioni

Roma - I prezzi dei carburanti salgono ancora e alla vigilia del fine settimana di Pasqua: la verde è a 1,422 euro al litro, il gasolio sfiora l’1,25. Si scatena la polemica tra consumatori e petrolieri e il governo interviene, rassicurando sull’impegno del ministero dello Sviluppo, pronto a varare l’attesa riforma del settore. "La riforma sui carburanti è a buon punto e sarà pronta in tempi ragionevoli", ha assicurato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intepellato a margine dell’International Energy Forum (IEF).

La riforma del governo Scajola si augura che "entro poco tempo si arrivi ad una soluzione che va concordata anche con le Regioni". Ma ci sono alcuni nodi che sono già stati risolti. "Il tabellone ad esempio non sarà più più giornaliero ma settimanale per offrire una maggiore stabilità", ha spiegato il ministro. "Il confronto con tutte le categorie interessate alla riforma dei carburanti sta giungendo a proposte condivise", ha puntualizzato il sottosegretario Saglia. L’obiettivo dell’esecutivo è quello di "azzerare entro fine legislatura lo stacco speculativo sul prezzo industriale esistente tra l’Italia e la media dei paesi Ue". La riforma, precisa Saglia, intende armonizzare gli interessi di imprese dei consumatori rilanciando le liberalizzazioni e puntando su self e iperself. Per far scendere i prezzi alla pompa Saglia ne suggerisce un incremento fino all’80%.

Le categorie di settore Le categorie di settore, come ricorda il ministro dei rapporti con il Parlamento, Elio Vito, sono impegnate da quasi due anni al tavolo "per trovare soluzioni in grado di incidere sulla struttura organizzativa del settore". Ma tra due attori della trattativa però si è scatenata un’accesa polemica: Adusbef e Federconsumatori da una parte e Unione petrolifera dall’altra. Di fronte agli ennesimi rincari le due associazioni denunciano "la speculazione" che grava sul settore carburanti e che costa, in base ai loro calcoli, 210 euro l’anno. Replica l’Up: "Le accuse su presunte speculazioni sono infondate". Con i consumatori si schiera però la Lega Nord.