Benzina, un decreto per frenare i prezzi Poi Visco ci ripensa: solo in casi estremi

Potrebbe bastare un provvedimento del ministero dell'Economia per dare avvio alla "sterilizzazione" dell'Iva dai carburanti. I costi di benzina e diesel, nonostante i tagli, restano ancora superiori alla media Ue

Roma - Un decreto per sterilizzare l'Iva sul costo dei carburanti. Starebbero studiando questo provvedimento gli uffici del ministero dell'Economia. Il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, in una nota, ha dato incarico di verificare la possibilità di una sterilizzazione dell’Iva in caso di aumenti dei prezzi internazionali dei carburanti per ridurre l’impatto sui prezzi al consumo della benzina, tenuto conto della legislazione vigente e degli accordi in ambito europeo. Poi, passata qualche ora, arriva la marcia indietro: "Solo in caso di picchi internazionali dei prezzi". Un mezzo bluff agostano, quello del vice ministro dell'Economia.

Un decreto per cambiare le accise In base all’articolo 1, comma 2, del decreto legge 383 del 1999, potrebbe bastare infatti un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministero dello Sviluppo Economico, per variare l’aliquota delle accise sui prodotti petroliferi in modo tale da sterilizzare l’incidenza dell’Iva quando crescono i prezzi internazionali del greggio e dei prodotti raffinati o di riprendere il normale funzionamento delle imposte quando i prezzi internazionali tornano a calare.

Casi eccezionali "Un eventuale decreto ministeriale sulle accise potrebbe riguardare solo il caso di picchi eccezionali di variazione" precisa il vice ministro dell’Economia, Vincenzo Visco, rispondendo alle polemiche dei petrolieri sul fisco che giudica "sbagliate e fuorvianti. Le accise - spiega Visco in una nota - si basano sulla quantità dei consumi e l’Iva incide solo per il 20% dell’aumento del prezzo. Oltre alle statistiche europee, va ricordato - continua - che nei primi mesi dell’anno il fisco ha ottenuto un gettito inferiore dai prodotti petroliferi perché l’inverno caldo ha provocato una riduzione dei consumi e perché il calo dei prezzi internazionali ha inciso sul gettito Iva".

Prezzi ancora caldi Il divario tra i prezzi industriali italiani della benzina e quelli delle medie europee si riduce di circa 1 centesimo nei confronti dell’Ue a 25 e di 1,5 centesimi nel raffronto con la sola Eurolandia. Alla vigilia dell’incontro di domani che vedrà il ministero chiamare a raccolta i petrolieri per fare il punto sullo stacco Italia che la settimana scorsa si era portato su livelli d’allarme (oltre 5 centesimi i prezzi industriali della benzina rispetto alle medie dei partner), arrivano i primi dati relativi a questa settimana. La nuova fotografia della commissione europea - secondo quanto si è in grado di apprendere in base alle prime indicazioni raccolte - fotograferebbe una media del prezzo industriale Italia al 6 agosto a 0,54678 euro al litro contro le media dell’Europa a 25 di 0,50343 euro e di Eurolandia a 0,50896. Se l’indicazione trovasse conferma il divario Italia-Ue per i prezzi industriali sarebbe così sceso a 4,3 centesimi contro i 5,3 rilevati il 30 luglio mentre il raffronto con Eurolandia si sarebbe ridotto di 1,5 cent al litro. Dai 5,2 centesimi della fine di luglio a 3,8 centesimi. Sostanzialmente fermo sarebbe rimasto invece il delta per il gasolio: il divario tra i prezzi industriali italiani rispetto a quelli Ue sarebbe infatti leggermente cresciuto a 4,4 centesimi contro i 4 centesimi della settimana scorsa mentre quello verso Eurolandia non si sarebbe spostato dai 4 centesimi del 30 luglio.