Benzina e gasolio senza più freni

Benzina e gasolio sfondano anche il muro degli 1,54 euro. Con gli aumenti scattati ieri nei prezzi di riferimento consigliati da Q8 ai propri gestori, verde e diesel si sono portati a 1,544 euro al litro, segnando un nuovo record nella corsa dei carburanti, trainata dal caro-petrolio. Progressi consistenti anche nei listini Shell, in cui la crescita è superiore al centesimo sia per verde che per gasolio. Ma i rialzi riguardano tutte le compagnie, con Erg che ha ritoccato i prezzi di 1 centesimo, Agip, Tamoil ed Esso di 0,6 centesimi, Api-Ip di 0,4 centesimi. Chi ha messo mano in modo meno pesante ai prezzi consigliati per il rifornimento con servizio è Total, che ha alzato solo di due millesimi il costo di verde e gasolio, portandolo a 1,524 euro, il valore più basso sul mercato e condiviso con Agip. Intanto, in un gioco di rialzi e contenute frenate, il barile continua a oscillare tra i 130 dollari e una soglia che sfiora quota 140. Il premier, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al Salone della finanza personale organizzato da «Mf-Milano Finanza», ha citato «l’impennata senza precedenti del petrolio» come uno dei primi elementi di preoccupazione per la situazione economica. Sul piede di guerra sono le associazioni dei consumatori: «Appare quanto mai indispensabile studiare misure per limitare gli effetti del caro-petrolio sulle tasche delle famiglie - ribadisce Carlo Rienzi (Codacons) -: la prima mossa da fare è spostare il trasporto delle merci dalle gomme alle rotaie, misura che porterebbe benefici economici e ambientali. Per questo motivo il governo deve studiare forti incentivi a favore delle aziende che decideranno di utilizzare il trasporto ferroviario per trasferire i propri prodotti». Allarme occupazione, a causa del caro-benzina, dalla Federnoleggio-Confesercenti: «Oltre 50mila addetti del settore del noleggio con conducente - spiega una nota - rischiano di restare senza lavoro e migliaia di piccole e medie imprese di chiudere i battenti». Da parte sua la Coldiretti rileva, invece, come «il prezzo del gasolio ha superato quello della pasta al dettaglio, per effetto dei rincari record». La pasta si è infatti fermata a un valore medio di 1,5 euro al chilogrammo.