Benzina, governo pronto ad alleggerire le tasse

Si ipotizza un taglio delle accise attorno a 0,030 euro al litro. Dalle compagnie arriva intanto un’altra raffica di rincari

da Milano

Sembrano farsi più stretti i tempi di un intervento del governo per calmierare i prezzi dei carburanti, che tra mercoledì e ieri hanno subìto una nuova raffica di rincari sull’onda degli aumenti segnati dalla benzina sul mercato internazionale anche in seguito alle molte raffinerie messe fuori gioco dall’uragano Katrina.
La misura individuata dovrebbe prevedere un taglio delle accise, l’unica leva su cui Palazzo Chigi può agire senza contravvenire alla legge comunitaria che impedisce aggiustamenti dell’Iva. Il provvedimento tampone potrebbe venire preso in esame nel Consiglio dei ministri di oggi (anche se la materia sarebbe ancora oggetto di un confronto tra i ministeri interessati, Attività Produttive ed Economia in prima linea), ma ancora non vi sono indicazioni precise sull’entità dello sconto fiscale. Fonti del settore ipotizzano comunque un calo delle accise attorno a 0,030 euro il litro, vale a dire 60 delle vecchie lire circa. Il prezzo alla pompa, che oscilla tra 1,294-1,295, scenderebbe così a 1,265 euro il litro.
Una riduzione che contribuirebbe a raffreddare la tensione sui prezzi dei carburanti che, dopo qualche settimana di stasi, hanno ripreso a volare con nuovi rincari. Le quotazioni europee della benzina sono infatti schizzate, con una tonnellata di senza piombo che si è portata ieri a sfiorare quota 800 dollari (790 dollari per l’esattezza), 120-130 dollari in più a tonnellata negli ultimi due-tre giorni. Un aumento internazionale che se le compagnie operanti in Italia dovessero scaricare completamente al consumo, si tradurrebbe in un nuovo aumento, stimato sui 14 centesimi di euro il litro.
I primi effetti, intanto, sono già arrivati sul mercato italiano: la Tamoil ha portato i propri prezzi di vendita consigliati sulla rete stradale a quota 1,295 euro al litro, sul livello record toccato cioè nei giorni scorsi dalla Erg mentre aumenti sono scattati anche alla Esso, alla Total, all’Api, all’Ip e alla Shell, che si sono portate a 1,294 euro al litro.