Benzina, Liguria a secco aspettando il pieno

Alessandro Ogliani

Lo sciopero dei tir, sospeso ieri sera, ha lasciato a secco la Liguria. «Non c’è più una goccia di carburante in tutta la regione» spiegano i benzinai. E nei negozi di Genova, alcuni generi alimentari ieri non si trovavano. Per tornare alla normalità ci vorranno dei giorni. I problemi, oggi, potrebbero esserci soprattutto al porto. Per questo ieri alle 21 il prefetto ha riunito l’unità di crisi per gestire il deflusso di migliaia di Tir fermi sulle autostrade e nei pressi dei porti di tutta la Liguria.
CISTERNE DELLA BENZINA CON LA SCORTA
Solo tre dei 320 distributori della provincia di Genova ieri hanno visto arrivare il carburante. «Lì potevano rifornire solo le ambulanze e altri mezzi di emergenza - spiega Matteo Rezzoagli, segretario generale della Faib, la Federazione autonoma italiana benzinai di Confesercenti - I camion cisterna sono stati scortati dalla polizia, così hanno potuto superare i picchetti. I tre distributori scelti sono tutti a Genova, ma non diciamo dove per evitare che si scateni il caos anche oggi: non è rimasta una goccia di benzina a Genova come a Imperia, Savona e La Spezia». Per questo era scattato l’appello «a non fare scorte di carburante perché non se ne trova» e a «usare i mezzi pubblici». «Quando si tornerà alla normalità? Ci vorranno dei giorni per avere carburante in tutti gli impianti della provincia» conclude Rezzoagli.
RISSA PER IL PIENO
Non tutti si sono rassegnati alla mancanza di carburante. Ieri mattina in corso Europa, al distributore della Erg, uno dei pochi ancora in servizio, si è formata una coda di moto e macchine per rifornirsi degli ultimi litri di verde. Alcuni motociclisti non hanno rispettato la coda sorpassando le macchine incolonnate nel traffico. Da qui è nata la protesta immediata dei conducenti sfociata in rissa.
OSPEDALI, I FARMACI CI SONO
Nessun problema, dunque, per le ambulanze, rifornite di carburante. Al San Martino si parla di «abbondanza di verdure e acqua» e i medicinali di cui c’era necessità l’altra sera sono arrivati con un furgone da Milano. L’ospedale Villa Scassi ha un’autonomia di farmaci per una settimana, continua a servire verdure (uno dei prodotti più difficili da trovare) e impiega un sistema di riscaldamento a metano. Anche gli ospedali Galliera e Gaslini non segnalano modifiche al servizio.
SCAFFALI VUOTI NEI NEGOZI
I «piccoli» si sono presi la loro rivincita. Il blocco dei tir, infatti, ha creato più problemi ai grandi supermercati. Alla Coop di corso De Stefanis, a Marassi, ieri mattina non si trovavano acqua, caffè e merendine. C’era il latte fresco, non quello a lunga conservazione. Scarseggiava la verdura, ma il banco della carne era al completo. Scaffali pieni, invece, nei DiPerDì di via Monte Grappa e G.B. De Albertis (zona san Fruttuoso). «La gente, è vero, ha fatto delle scorte - spiegano i vertici della Coop ligure- Non ce n’era motivo: tutto quello che abbiamo in deposito viene messo in vendita. Gli scaffali torneranno a riempirsi in poco tempo».
PORTO, ORA ARRIVA IL PEGGIO
Anche ieri i mezzi pesanti si sono fermati sul ponte elicoidale che conduce al varco portuale di San Benigno. Sono stati bloccati 236 Tir appena sbarcati dalla Tunisia. «Il porto se la sta cavando alla grande» afferma il presidente dell’autorità portuale Giovanni Novi. Le navi hanno continuato a scaricare ed i mezzi sono stati sistemati nelle aree libere. «Sarà dura ora con la fine del blocco. Sulla riviera di ponente c’è una coda di tir di otto chilometri, se arrivano tutti insieme è un disastro - prosegue Novi- Siamo solidali con gli autotrasportatori. È deplorevole, però, che quelli che volevano lavorare siano stati bloccati dai picchetti».